Il governo tira dritto sul green pass. Ma le restrizioni possono essere un boomerang

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Roma, 12 set – Il governo Draghi ha varato con il Consiglio dei ministri di giovedì 9 settembre l’estensione del green pass. Dovranno esserne in possesso tutti gli addetti delle mense di scuole ed università e tutto il personale delle Rsa. Nelle scuole, dovranno essere provvisti di tessera verde anche i giardinieri e tutti coloro che si occupano della manutenzione dell’edificio. Anche chi accederà alle strutture appartenenti alle istituzioni universitarie e dell’alta formazione artistica musicale, e alle altre istituzioni di alta formazione collegate alle università, deve possedere il green pass. Il personale scolastico dei servizi educativi dell’infanzia dovrà altresì essere in possesso del certificato verde. Pena, in questo come negli altri casi, verifiche e multe sia al soggetto interessato che a colui che avrebbe dovuto richiederglielo, le quali andranno da 400 a mille euro.

Che combina la Lega sul green pass?

La Lega di Matteo Salvini ha votato docilmente e pare che le grandi battaglie di Borghi e di altri leghisti non siano mai esistite. Questo sebbene alla Camera i deputati leghisti avessero appoggiato gli emendamenti di Fratelli d’Italia contro l’estensione del green pass. Pare dunque che Matteo Salvini abbia potuto trattare con Mario Draghi, ottenendo dall’ex presidente della Bce una qualche forma di impegno nei confronti delle istanze leghiste. Il punto, però, è che la giornata può esser titolata in un unico modo: in Italia il green pass viene irrigidito. E ciò avviene con il totale appoggio delle forze di governo che da sempre combattono contro la volontà che questo governo e quello precedente hanno dato prova d’avere.

Il tecnicismo che comporta la possibilità per il governo di varare tutte le misure possibili e immaginabili è la proroga dello stato d’emergenza sino al 31 dicembre. Il nodo della questione è questo, ed è su questo punto che dovremmo focalizzare l’attenzione. L’emergenza, ad oggi, non esiste. E non esiste sebbene la pandemia sia in corso e sia tutt’altro che in fase di conclusione.

Un’emergenza infinita

È evidente che, soprattutto nel caso di una pandemia, la quale non ha durata limitata nel tempo come un terremoto, lo stato d’emergenza non può durare quanto la crisi sanitaria. In caso contrario, ovvero come sta avvenendo oggi in Italia, il governo potrebbe prolungare i suoi poteri sconfinati senza alcuna limitazione temporale. Anche in caso di zero morti e zero contagi, potrebbe emergere il rischio di una nuova variante. La quale deve esser fermata a suon di restrizioni lampo per scongiurare il peggio. Insomma, la letteratura insegna che un governo non può e non vuole limitare il proprio potere. Esattamente come la magistratura si è rivelata incapace di limitare il suo e di contrastare le perversioni al suo interno.

Il boomerang delle restrizioni

Il green pass è una stupidaggine, poiché lo zoccolo duro di no-vax o di indecisi si compatterà ancor di più con misure draconiane di tal fatta. Anche con una pistola puntata alla tempia, vi sarà sempre chi si rifiuterà di farsi il vaccino. La fascia degli indecisi può essere smossa tramite una comunicazione ordinata e di basso profilo, la quale dovrebbe partire già dai medici di base. Spaccare la nazione in buoni e cattivi è utile solo a conferire la medaglia di bravo cittadino di cui questo Paese sembra avere uno strano bisogno: dalla tessera antifà a quella antirazzista, dalla tessera arcobaleno a quella ambientalista. Quando invece l’unica priorità dovrebbe esser quella di calpestare il meno possibile gli spazi di libertà che contraddistinguono l’uomo libero dall’uomo succube.

Lorenzo Zuppini

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