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Il civile di Kherson col passaporto russo non era un civile, per cominciare

Il civile di Kherson col passaporto russo non era un civile, per cominciare. Perché anche il resto della storia che ci è stata segnalata è una costruzione immaginifica nel ricco stile delle #fontirusse.

Intendiamo quello per cui, reperita una foto a caso, veramente una foto presa a caso e scelta per l’eventuale impatto emotivo, ci si costruisce storia una storiella basata sul mantra che i filorussi amano ripetersi per giustificare l’impossibile.

Il civile di Kherson col passaporto russo non era un civile, per cominciare

Il civile di Kherson col passaporto russo non era un civile, per cominciare

E intendiamo quello per cui Putin è, come i Megadirettori di Fantozzi, una meravigliosa persona, un santo, un apostolo, un messia pronto a salvare il mondo dalle Pandemie e dai vaccini (contemporaneamente, perché tra i fan di Putin la logica è un triste optional mai richiesto), intento a combattere la sua “Gloriosa Battaglia” contro il Popolo Ucraino.

Popolo descritto nella narrazione come dei grotteschi cattivoni da fumetto, un esercito di pericolosi Nazisti tatuati da immaginarsi come i cattivi di “Ken il Guerriero” con le creste punk che leccano i coltelli, al comando di eserciti di pericolosi mutanti che con ogni dose di vaccino diventano muscolarmente gagliardi ma mentalmente assetati di odio, nazismo e pronti a brutalizzare i soldati russi sventrando carri armati a mani nude per estrarne il contenuto umano, affiancati da misteriosi stregoni che controllano “La magia delle rune nazigay ebraiche di Hollywood”.

Ovviamente, un ammasso di fake news. Come questa notizia.

Il civile di Kherson col passaporto russo non era un civile, per cominciare

Partiamo quindi da un punto fondamentale: il link che ci è stato inviato contiene una foto reale, ma come indicato, una narrazione del tutto inventata.

Come confermato dal giornalista RAI Ilario Piagnerelli la stessa prova della fake news filorussa è contenuta in bella vista nel video.

Il soggetto bendato infatti non ha un “passaporto Russo”, ma una carta di identità militare, peraltro alquanto datata come si evince dalla Stella Rossa simbolo dell’URSS.

Peraltro simbolo sovente riesumato dai Putiniani di ferro con una sorta di continuità con la Z dell’invasione per suggerire una continuità tematica tra Putin e la gloria Sovietica.

Si tratta quindi ovviamente di un soldato Russo catturato e bendato, peraltro anche dal video originale e non tagliato, proveniente da un giornalista Ucraino, non si evincono in alcun modo tracce delle presunte violenze in danno del (a questo punto) falso civile.

Ogni altra ipotesi, come l’idea di un civile ex militare che per qualche misterioso motivo abbia deciso per Captatio Benevolentiae di riesumare un documento dei suoi giorni come soldato URSS per ottenere la benevolenza dell’invasore salvo trovarsi spiazzato dalla liberazione, è giustamente definita da Piagnerelli come una mera ipotesi verosimile come il terrapiattismo.

O, aggiungiamo noi, come la prova che lo Gnomo Armato di Ascia dispone di documenti militari sovietici e sta combattendo ad Azovstal una personale battaglia con l’Uomo Pangolino.

Non siamo quindi di fronte ad un civile Russo, o Ucraino filorusso. E neppure un soldato picchiato.

Della vicenda si sono occupati anche i colleghi di Facta.

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