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I dipendenti che non avranno i 150 euro

6‘ di lettura

In questa breve guida andremo a scoprire insieme chi sono i dipendenti che non avranno i 150 euro nel mese di novembre e perché (scopri le ultime notizie sul bonus 150 euro e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice:

I dipendenti che non avranno i 150 euro, ecco i percettori

Prima di scoprire nel dettaglio quali sono i dipendenti che non avranno i 150 euro ricordiamo che si tratta di una misura una tantum inserita nell’ultimo decreto aiuti ter elaborato dall’ex Governo Draghi e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 23 settembre 2022.

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Si tratta di un bonus rivolto a tutti i cittadini con redditi bassi per fronteggiare la crisi energetica, infatti, prende anche il nome di bonus 150 euro contro il caro bollette. Ma quali sono le differenze con la precedente indennità di 200 euro, o meglio, le precedenti indennità per contrastare il caro vita?

Iniziamo col dire che la platea di beneficiari, non solo è la medesima, ma ingloba al suo interno quella di ambedue le indennità, dunque, anche quella del decreto aiuti -bis, che comprendeva:

  • neopensionati al 1° luglio 2022
  • lavoratori esclusi dal primo decreto legge aiuti perché non avevano goduto dello sgravio contributivo dello 0.8% perché in maternità o cassa integrazione
  • dottorandi
  • assegnisti di ricerca
  • collaboratori sportivi  

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La differenza sostanziale sta nel reddito, poiché le prime indennità venivano corrisposte solo a coloro che avevano redditi 2021 lordi non superiori a 35 mila euro, mentre l’ultima solamente a chi ha redditi 2021 lordi non superiori a 20 mila euro. Insomma, la soglia reddituale è stata diminuita di 15 mila euro, riducendo notevolmente la platea dei percettori.

Per i lavoratori dipendenti, il requisito fondamentale per percepire il sostegno è quello di avere una retribuzione imponibile nel mese di novembre dell’anno corrente non superiore a 1.538 euro.

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Andiamo a vedere chi sono i dipendenti che non avranno i 150 euro.

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I dipendenti che non avranno i 150 euro, la differenza tra pubblici e privati

Facciamo un’altra piccola, ma doverosa precisazione riguardo il bonus 150 euro per i lavoratori dipendenti che hanno una retribuzione imponibile relativa al mese di novembre 2022 che non supera i 1.538 euro: il sostegno al rivolto sia a dipendenti pubblici, dunque che lavorano per la pubblica amministrazione, sia ai dipendenti del settore privato.

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Qual è la differenza sostanziale tra le due categorie? Semplice: i lavoratori della pubblica amministrazione ricevono l’accredito del bonus 150 euro in maniera del tutto automatica sulla retribuzione relativa al mese di novembre, senza necessità di presentare richieste o di inviare moduli. Dell’accredito si occuperanno al 100% Inps e il ministero dell’economia e delle finanze MEF.

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Dall’altro lato, i lavoratori dipendenti del settore privato dovranno consegnare al proprio datore di lavoro un modello di autodichiarazione, identico a quello presentato nel mese di luglio per il bonus 200 euro. In sostanza, questi dovranno dichiarare di non aver percepito l’indennità ad altro titolo, oltre che di non avere all’interno del proprio nucleo familiare un soggetto intestatario del reddito di cittadinanza o della pensione di cittadinanza o di non aver già ricevuto il bonus da un altro datore di lavoro.

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Quest’ultimo punto è importantissimo da sottolineare poiché i lavoratori titolari di due o più contratti di lavoro dovranno richiedere il bonus 150 euro ad uno solo dei due datori di lavoro; qualora si dovessero riscontrare irregolarità, gli enti preposti al controllo (Inps) procederebbero a recuperare le somme elargite in eccesso a metà tra ciascun datore di lavoro.

Per la seconda categoria di beneficiari, dunque, i dipendenti del settore privato, Inps con il Messaggio n° 3806 del 20 ottobre 2022, ha provveduto a pubblicare un fac-simile del modello di autodichiarazione. Attenzione: senza l’autodichiarazione sottoscritta il datore di lavoro non consegnerà al lavoratore il bonus 150 euro.

Andiamo, ora, a vedere chi sono i dipendenti che non avranno i 150 euro.

I dipendenti che non avranno i 150 euro in busta paga: l’elenco

Quali sono i dipendenti che non avranno i 150 euro in busta paga?:

  • coloro che avranno una retribuzione imponibile nel mese corrente superiore a 1.538 euro
  • coloro che appartengono a nuclei familiari in cui figuri un percettore di reddito di cittadinanza o di pensione di cittadinanza
  • coloro che hanno già ottenuto il sussidio economico contro il caro energia e il caro vita ad altro titolo
  • coloro che non compilano, sottoscrivono e consegnano la sopracitata autodichiarazione
  • coloro che non hanno un rapporto di lavoro in essere nel mese di novembre
  • coloro che hanno già ottenuto la medesima indennità da un altro datore di lavoro

Abbiamo visto chi sono i dipendenti che non avranno i 150 euro a novembre, andiamo a scoprire a chi sono rivolti i prossimi pagamenti del sussidio.

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dipendenti che non avranno i 150 euro
dipendenti che non avranno i 150 euro a novembre

A chi arriva il bonus 150 euro a novembre e dicembre

Il bonus 150 euro a novembre e a dicembre arriverà ai seguenti cittadini.

Novembre:

  • percettori di Reddito e pensione di cittadinanza
  • pensionati
  • lavoratori domestici
  • lavoratori dipendenti della PA e del settore privato
  • dottorandi e assegnisti di ricerca

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Dicembre:

  • ex indennità Covid-19 nel 2021
  • tutti coloro che hanno richiesto l’indennità tramite portale Inps
  • lavoratori autonomi e iscritti alla Gestione Separata Inps
  • percettori di indennità di disoccupazione, Naspi, dis-coll disoccupazione agricola

Attenzione: il requisito reddituale di 20 mila euro è indispensabile per avere il bonus 150 euro.

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