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Hackerate le frontiere, disagi e paura in Albania: tempi lunghi nei porti

È il secondo attacco in pochi mesi. Il premier Rama: sono stati gli iraniani. Teheran: siamo innocenti

11 Settembre 2022

Marisa Ingrosso

Hanno avuto il tatto diplomatico di aspettare che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita ufficiale in Albania, fosse tornato a Roma. Dopodiché, ieri sera, hanno sferrato un attacco informatico senza precedenti nel punto più fortemente simbolico d’uno Stato, i propri confini. In mattinata gli hacker erano riusciti a mettere a tappeto l’intera architettura digitale della Polizia di frontiera (Tims-Total Information Management System), che registra le entrate e le uscite dal Paese delle Aquile. Fonti qualificate della «Gazzetta» concordano: rapidamente si sono formate code lunghissime sia a est, al varco con la Macedonia del Nord, sia a Sud, al varco con la Grecia, sia nei porti di transito. Alla fine, le autorità di Tirana hanno dovuto capitolare: tutte le procedure vengono svolte manualmente e hanno invitato la popolazione ad andare in aeroporto tre ore prima.

Incalcolabili i disagi e i ritardi anche per i moltissimi italiani – e pugliesi in particolare – che fanno affari con l’Albania…

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