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Guerra Ucraina – Russia, l’ira di Putin per le armi Usa. Zelensky: “Non cederemo mai il Donbass”

La situazione del conflitto in Ucraina continua ad essere tesa nel 94esimo giorno di combattimenti. I russi avanzano nel Donbass. La popolazione è allo stremo ma Zelensky torna a far leva sull’orgoglio nazionale: “Non, concederemo mai il Donbass. Quella è terra ucraina. Non esiste una alternativa alla nostra bandiera”, ha detto. Per il presidente ucraino, in quel territorio “è genocidio”. La Chiesa ortodossa ucraina si stacca da Mosca e si dichiara indipendente e Biden è pronto a inviare nuove armi ancora più potenti.

Ieri la telefonata tra Draghi e Zelensky: “Dobbiamo sbloccare i porti insieme per prevenire una crisi alimentare”. Putin accusa gli ucraini per le mine nei porti che fermano le navi con i carichi di grano e per i negoziati sospesi. Intanto Salvini pensa alla possibilità di una visita a Mosca – ma nella mattinata di oggi ha anche affermato che “è difficile” e che “se vado, non è a nome del governo”.

LA DIRETTA

ORE 10:00 – KIEV: “ESERCITO RUSSO IN RITIRATA DA SEVERODONETSK” – L’esercito russo ha subito perdite significative ed è stato costretto a ritirarsi nell’area di Severdonetsk, Toshkivka e Oskolonivka, nella regione ucraina del Lugansk (est): lo afferma su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale ucraina, Serhii Gaidai, secondo quanto riporta l’agenzia Ukrinform. Gaidai ha sottolineato che i russi sono stati costretti a indietreggiare nelle loro posizioni precedenti e un altro ponte tra Severdonetsk e Lysychansk è stato danneggiato. “Tuttavia, (i russi) non abbandonano i tentativi di andare nelle retrovie delle nostre truppe e interrompere i rifornimenti logistici nella regione di Lugansk”, ha proseguito Gaidai. “Il nemico ha bombardato più volte Severdonetsk, ci sono stati almeno tre pesanti bombardamenti e in alcuni luoghi sono scoppiati combattimenti di strada. Di conseguenza, 14 condomini sono stati danneggiati. Anche il vicino villaggio di Synetskyi… è stato gravemente bombardato”.

ORE 09:15 – GAZPROM: “LE FORNITURE DI GAS ALL’EUROPA CONTINUANO ATTRAVERSO L’UCRAINA” – La compagnia Gazprom ha ribadito che le forniture di gas all’Europa continuano via Ucraina e che il volume di oggi è di 43,96 mcm”.

ORE 09:00 – PUTIN: “ORA IL RUOLO DELLE GUARDIE DI FRONTIERA RUSSE È FONDAMENTALE NEL CONFLITTO” – Il ruolo delle guardie di frontiera russe è particolarmente importante ora “data la pressione politica, economica e informativa senza precedenti sul nostro Paese e l’aumento della capacità militare della NATO in diretta prossimità dei confini della Russia”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rivolgendosi al Servizio di Guardia di Frontiera del Servizio di Sicurezza Federale russo, impegnato, ha detto, “a prevenire i tentativi di sabotaggio nelle sezioni del confine di Stato nelle aree dell’operazione militare speciale”. “Vorrei sottolineare il lavoro costante del vostro servizio per identificare i militanti dei gruppi neonazisti”, ha detto Putin congratulandosi con il Servizio dell’FSB in occasione della loro festa professionale.

ORE 08:45 – MOSCA CHIUDE I CONFINI DI KHERSON CON LA REGIONE DI KIEV – La Russia ha chiuso i confini della regione di Kherson con le aree dell’Ucraina controllate dal regime di Kiev “per motivi di sicurezza”. Lo ha detto a Ria Novosti Kirill Stremousov, vice capo dell’amministrazione militare-civile della regione. “Attraversare il confine dalle regioni di Mykolaiv e Dnipropetrovsk è molto pericoloso, visti i bombardamenti sistematici dei militanti ucraini. Dopo l’ultimo bombardamento, i civili finiti nella zona cuscinetto sono morti. Pertanto, non consigliamo di recarsi in Ucraina, ci sono molte testimonianze secondo cui uomini scompaiono e vengono immediatamente portati nell’esercito lì come carne da cannone”, ha affermato. Durante l’operazione speciale, l’esercito russo ha preso il controllo di Kherson Oblast e la parte di Azov di Zaporozhye Oblast.

ORE 08:20 – “DIECIMILA SOLDATI RUSSI NELLA REGIONE DI LUGANSK” – “Diecimila militari russi” sono presenti nella regione di Lugansk, nell’Ucraina orientale. Lo ha detto il governatore di Lugansk Serhiy Haidai alla televisione ucraina. “Ci sono unità stanziate permanentemente nella regione di Luhansk, stanno cercando di assaltare e stanno cercando di conquistare terreno in qualsiasi direzione”, ha spiegato.

ORE 08:00 – GOVERNATORE DNIPRO: “COLPI DI ARTIGLIERIA CONTRO ZELENODOLSK” – Le forze armate russe hanno sparato colpi di artiglieria contro Zelenodolsk, nella regione di Dnipropetrovsk, distruggendo infrastrutture. Lo ha dichiarato il capo dell’amministrazione regionale militare di Dnipropetrovsk, Valentyn Reznychenko, parlando di “distruzione”, ma segnalando che non si registrano feriti. “Hanno sparato di nuovo nell’area di Kryvyi Rih. Il nemico ha sparato con l’artiglieria contro la comunità di Zelenodolsk”

ORE 07:30 – ADDESTRAMENTI DEI RISERVISTI RUSSI A VORONEZH – Continua, secondo lo stato maggiore dell’esercito ucraino, la mobilitazione dei riservisti russi. Secondo quanto riferiscono le forze armate di Kiev nell’ultimo aggiornamento sulla situazione 3 mesi e 4 giorni dopo l’inizio della guerra, “i riservisti vengono addestrati nella regione di Voronezh”, che si trova a 300 km dal confine orientale dell’Ucraina. Inoltre, i russi stanno portando via dai “centri di mobilitazione” le armi e le altre attrezzature militari “obsolete”.

ORE 03:30 – ZELENSKY: “IL DONBASS SARA’ UCRAINO” – “Se gli occupanti pensano che Lyman o Severodonetsk saranno loro, si sbagliano. Il Donbass sarà ucraino. Perché siamo noi, è la nostra essenza”. L’ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo ultimo video, diffuso sul suo canale Telegram e ripreso dall’agenzia Unian. “E anche se la Russia porta distruzione e sofferenza ovunque, ricostruiremo comunque ogni città. Non c’è e non ci sarà una vera alternativa alle nostre bandiere ucraine”. Zelensky ha riconosciuto che la situazione nel Donbas è “molto difficile”. “Gli occupanti stanno cercando di raggiungere in almeno 100 giorni di guerra gli obiettivi che speravano di raggiungere nei primi giorni dopo il 24 febbraio”, ha detto il presidente ucriano. “Quindi, hanno concentrato il massimo dell’artiglieria e delle riserve nel Donbass. Ci sono attacchi missilistici e aerei. Stiamo proteggendo il nostro paese nel modo in cui le nostre attuali risorse difensive ci permettono. Stiamo facendo di tutto per accrescerle. E le incrementeremo”.

ORE 02:30 – PENTAGONO ASSEGNA CONTRATTO DA 624MLN PER LA PRODUZIONE STINGER – Il Pentagono ha assegnato un mega contratto da 624 milioni dollari alla Raytheon per la produzione di missili antiaerei Stinger, uno dei sistemi militari chiave che gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina nella guerra con la Russia. Lo riporta la Cnn. Dall’inizio dell’invasione, gli Usa hanno inviato più di 1.400 sistemi Stinger, missili antiaerei a corto raggio con una portata di circa 5 chilometri in grado di abbattere droni, aerei ed elicotteri a bassa quota.

ORE 02:00 – CECENI: “PRESO IL CONTROLLO DELLA LINEA DI CONTATTO A SEVERODONETSK” – Il leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha affermato ieri sera che un gruppo di combattenti ceceni ha preso il pieno controllo della linea di contatto con “i nazionalisti ucraini” a Severodonetsk, bloccando le uscite dalla città. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass. Una ‘linea di contatto’ è la demarcazione tra due o più eserciti, siano essi alleati o belligeranti. “Un gruppo di volontari russi della Repubblica di Cecena ha preso il controllo completo dell’intera linea di contatto con i banditi: i primi quartieri della città ben fortificata sono già stati sgomberati dalle unità nemiche”, ha detto Kadyrov su Telegram. “L’edificio dell’hotel, che era stato preparato per una lunga difesa dai banditi, è passato sotto il controllo dei nostri combattenti: la marmaglia dei Banderites è stata completamente bloccata in città, dal momento che tutte le vie di ritirata sono passate sotto il controllo delle truppe russe”, ha affermato il leader ceceno citando il termine con cui si definivano i membri dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (Oun) fondata nel 1929.

ORE 00.30 – ZELENSKY: “IN DONBASS SITUAZIONE MOLTO DIFFICILE MA SARA’ NOSTRO” – “Come previsto, la situazione nel Donbass è molto difficile. Gli occupanti hanno concentrato tutta l’artiglieria, il massimo delle riserve nel Donbass. Ci sono attacchi missilistici e attacchi aerei – tutto. Stiamo proteggendo la nostra terra nel modo consentito dalle nostre attuali risorse di difesa. Stiamo facendo tutto per aumentarle. E le aumenteremo” perché il “Donbass sarà Ucraina e, anche se la Russia porterà distruzione e sofferenze, noi ricostruiremo tutto” e “non ci saranno alternative alle nostre bandiere ucraine”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video messaggio postato sui social.

L’articolo Guerra Ucraina – Russia, l’ira di Putin per le armi Usa. Zelensky: “Non cederemo mai il Donbass” proviene da Il Riformista.

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