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Giappone, rifugio a Okinawa per evacuare Taiwan? Il governo ci pensa




Roma, 16 set – In Giappone si valutano operazioni piuttosto estreme, nel caso in cui tra Cina e Taiwan scoppi l’impensabile. L’idea è quella di un rifugio per consentire l’evacuazione dei giapponesi dall’arcipelago, come riportato da Agenzia Nova.

Il Giappone e l’evacuazione dei connazionali da Taiwan

Ci sta pensando, il governo del Giappone, a costruire sull’isola di Okinawa un rifugio, allo scopo di favorire l’eventuale evacuazione dei cittadini giapponesi da Taiwan, nel caso in cui la Cina dovesse attaccare. La notizia viene da fonti governative, citate dalla stampa nipponica. Viene ricordato come l’intensificarsi della crisi tra i due stati abbia smosso le Forze di autodifesa giapponesi anche nelle aree più remote del paese, come Yonaguni che dista da Taiwan appena 110 chilometri. Ma non si parla solo del rifiugio. Tokyo starebbe studiando anche come mantenere munizioni e carburante presso le Isole Nansei, come riportato dal quotidiano Nikkei, dove sono pubblicate le dichiarazioni del ministro della Difesa giapponese Yasukazu Hamada, il quale ha dichiarato: “Per proteggere il Giappone, è importante per noi disporre non soltanto di un adeguato dispiegamento di aeromobili e navi da guerra, ma anche delle munizioni necessarie ad armarli. Intendiamo rafforzare radicalmente le capacità di difesa sulla base delle nostre esigenze, inclusa la capacità per uno schieramento sostenuto e flessibile”.

Deposito di munizioni

Tokyo avrebbe già deciso per la realizzazione di un deposito di munizioni nell’isola di Amami Oshima, oltre allo spiegamento di sistemi missilistici. Sempre Nikkei conferma che le riserve di munizioni attualmente in possesso delle Forze di autodifesa giapponesi potrebbero affrontare uno sforzo bellico ad alta intensità per circa due mesi. In ogni caso, che il Paese stia tendendo verso gli armamenti è evidente. Un altro quotidiano, Yomiuri, ha reso noto che il mese scorso il governo ha iniziato a valutare il dispiegamento di mille missili a lungo raggio.

Alberto Celletti

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