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Geolocalizza i suoi Airpods in Questura, nello zaino di un fermato

Geolocalizza i suoi Airpods in Questura e vi trova anche un giovane fermato in possesso degli stessi. Sembra una storia inverosimile, ma è il resoconto fedele di un racconto riportato sui social della Polizia di Stato. Per essere precisi, sull’account di Agente Lisa.

La storia si consuma per essere precisi il giorno 13 Luglio, ma Agente Lisa ha deciso di divulgarla a mezzo social Lunedì 25: sulla stampa locale era già stata diffusa in precedenza.

Geolocalizza i suoi Airpods in Questura, nello zaino di un fermato
Geolocalizza i suoi Airpods in Questura, nello zaino di un fermato

Siamo a Milano, e due storie si intersecano.

Geolocalizza i suoi Airpods in Questura, nello zaino di un fermato

La prima è la storia di un giovane 22enne, che in seguito al furto del suo zaino e dei suoi preziosi auricolari di marca Apple aveva deciso di avvalersi dell’aiuto della tecnologia.

Il giovane si ricorda che i dispositivi Apple e Android consentono di essere geolocalizzati su un apposito portale in caso di smarrimento. Funzione questa talora oggetto di critiche, ma in questo caso discretamente utile.

Da un apposito portale, presente sia per l’ecosistema Apple che per quello Android è sempre possibile localizzare geograficamente i propri dispositivi smarriti e provvedere a riformattarli o bloccarli da remoto per evitare che un malintenzionato acceda a dati personali e carte di credito.

Il sistema usa internet e GPS in modo abbastanza affidabile da consentire di individuare il luogo di presenza del dispositivo. Il giovane così geolocalizza i suoi Airpods in Questura.

Il giovane si convince così che un buon samaritano abbia ritrovato i suoi effetti personali e li abbia portati agli uffici della questura al numero 11 di via Fatebenefratelli, e si incammina per recuperarli e ringraziare il suo salvatore.

Salvatore che non c’è.

La storia degli Airpods

Nella stessa mattinata, come riferisce il Corriere della Sera, gli agenti di una volante di passaggio hanno notato un 23enne di origine algerina (con precedenti) che, all’angolo tra viale Tibaldi e via Ascanio Sforza, si avvicinava a un 45enne di origine bengalese fermo in bici al semaforo, secondo quanto riscontrato e dichiarato dagli agenti sfilandogli il portafoglio.

A questo punto gli agenti sono intervenuti col fermo del 23enne, caricato in auto e portato in Questura nello stesso arco temporale in cui il suo quasi coetaneo si avvedeva della sparizione e interrogava gli strumenti Apple.

Nel momento in cui il giovane 22enne è entrato in questura per chiedere del suo dispositivo, ovviamente gli inquirenti non hanno riscontrato la presenza di oggetti smarriti.

Hanno anche loro riscontrato il responso della ditta di Cupertino cercando il dispositivo tra gli effetti dei fermati, trovandole in tasca al 23enne.

Il 23enne è stato quindi oggetto di una seconda denuncia, il 22enne ha riavuto i suoi auricolari, e tutti abbiamo imparato che se rubare è sbagliato, rubare un dispositivo connesso nell’era digitale è il viatico per una vita di guai.

Immagine di Maurizio Pesce from Milan, Italia, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

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