Il panorama a cui le nuove generazioni si affacciano, appare quasi interamente costellato dalla certezza che per “divenire” bisogni rinunciare ad “essere”. Raggiungere i propri obiettivi di gloria vuol dire rinunciare ad una serie di piaceri ed interessi che richiedono dedizione, riflessione e consapevolezza. È ormai appurata la preoccupante tendenza in molti giovani all’indifferenza verso ciò che li circonda come: la vita politica, le condizioni della società, i mutamenti della vita.

La convinzione maligna che regna nei cuori della maggioranza di fanciulli è la seguente: la realtà è ingannevole, corrotta ed infima. Dunque per abitare la realtà, occorre presentarsi come ospiti pieni di regali costosi, all’uscio di una porta che attende di far entrare solo il miglior offerente. Ad oggi, si può riscontrare nei giovani sia la voglia di un cambiamento radicale sia la totale inerzia verso uno spirito di solidale fratellanza. Questi due concetti all’apparenza, antitetici si intrecciano nelle vite della maggior parte della popolazione generando un forte senso di impotenza e frustrazione.

Per questo motivo, la facoltà giovane di sognare ad occhi aperti e di guardare verso l’altro con occhi d’amore, svanisce. Eppure gli strumenti per diffondere la consapevolezza e la speranza di costruire un mondo migliore, libero e spoglio da sterili stereotipi ed imposizioni sociali, ci sono. Nell’epoca del digitale,” la cultura è accessibile a tutti”. Almeno questo è lo slogan usato da molti adulti per puntare il dito contro una generazione che non usufruisce della moltitudine di informazioni messe a loro disposizione. Ed è proprio qui che risiede l’errore, la tempesta di nozioni reperibili sul web è talmente vasta ed in alcuni casi poco attendibile che lascia spazio ad un’interpretazione non veritiera e contorta del mondo esterno. Da qui nasce, l’assoluto bisogno di contrattare un entusiasta traduttore che guidi i nuovi avventurieri della quotidianità ad un’esplorazione cauta e consapevole dei mille sentieri dai quali è composto il globo, ruolo che hanno gli insegnanti. Papa Giovanni II una figura di immensa saggezza, già negli anni Novanta evidenziò la tendenza delle generazioni passate alla sterile critica verso i propri figli, e grazie ad una delle sue frasi è possibile riassumere l’intero concetto, “Molto oggi parlano dei giovani; ma non molti, ci pare, parlano ai giovani”. Il valore di queste parole è preziosissimo, poiché in modo semplice sintetizza il comportamento egoista che molti adulti esercitano, nei confronti dei giovani. Ascoltare i più deboli, le minoranze e le nuove generazioni è il primo passo verso un’umanità più inclusiva, che trae ogni suggerimento dall’altro arricchendo ed ampliando il proprio bagaglio. Purtroppo però, è imperativo constatare l’attuale fallimento di questo proposito. Infatti i ragazzi di oggi sono schiavi, di una società che pretende l’eccellenza a livello statistico, imponendo uno spirito di nociva competitività, che nei casi più estremi conduce a disturbi psicologici. Ora più che mai, bisogna assumersi le proprie responsabilità e accompagnare i giovani verso un futuro florido e più sicuro. Il fenomeno della “fuga di cervelli”, è frutto di nazioni che investono troppo poco nella originalità e freschezza giovanile, aggrappandosi all’esperienza di dipendenti affezionati a quei paradigmi che una volta hanno portato successo alle loro attività. Adesso però, non basta più la sicurezza, lo dimostrano i fatti, che attestano come il nostro pianeta sia corroso dai vizi dei potenti. La sicurezza è sinonimo di paura di cambiamento, invece è un’inversione di rotta ciò che può salvare il mondo.

Il filosofo Thomas Kuhn, ci ricorda l’importanza della crisi con queste parole:” Le crisi del nostro tempo sono l’impulso necessario per una rivoluzione”. È fondamentale quindi, che i giovani abbiano il sacrosanto diritto di vivere le proprie crisi esistenziali, senza il timore di essere additati come deboli, ma al contrario di ricevere il supporto necessario per risorgere dalle proprie ceneri. Come un artista crea nei momenti più tormentati, dando vita ad opere d’arte senza tempo. Allo stesso modo i giovani, costruiscono dalle loro “crisi”, castelli con mura altissime che sfiorano il cielo. Senza mai dimenticare però, che ogni agente esterno ha la sua unicità, e come tale deve essere tutelato in tutte le sue peculiarità.

Maria Lisa Fiore classe 4AL, Liceo Linguistico “G. Bianchi Dottula”, Bari

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