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Fine emergenza mai: a settembre in classe con la mascherina. E torna la Dad

Roma, 5 lug – A settembre a scuola ancora con la mascherina e il distanziamento in classe: complice la variante Delta, il Cts consiglia di mantenere ancora le misure anti-Covid, Dad compresa. Anche Agostino Miozzo conferma: “Il prossimo anno scolastico sarà come lo scorso”. Questo perché, spiegano gli esperti, sebbene le vaccinazioni porteranno ad una riduzione della diffusione del virus, non è possibile prevedere quanti minori saranno stati vaccinati a settembre. A seconda della fascia di rischio della regione di appartenenza, pertanto, ogni istituto scolastico dovrà prevedere misure anti-Covid adeguate. Il tutto, lo ricordiamo, quando allo stato attuale contagi e ricoveri sono ai minimi e tutta Italia in zona bianca.

Dietrofront del governo: a settembre a scuola ancora con la mascherina

Insomma, marcia indietro rispetto all’ipotesi del governo di far tornare gli studenti in classe senza mascherina. Anzi, sottolinea il Cts, “le misure da applicare per l’inizio dell’anno scolastico 2021-2022 dovrebbero essere le stesse previste all’inizio del precedente anno scolastico“. A metterci il carico è Agostino Miozzo, ex Cts ora consulente del ministro dell’Istruzione Bianchi: “Non facciamoci illusioni, sarà un altro anno da vivere in emergenza. La scuola apre domani e miracoli non se ne fanno. Purtroppo è logico aspettarsi nuove sospensioni dell’attività in presenza“. Un incubo, quella della Dad, che potrebbe dunque riproporsi ancora. Nonostante oggi l’Italia sia tutta in zona bianca e contagi e ricoveri ai minimi.

La variante Delta e l’impennata di contagi in autunno

Il motivo di questo nuovo allarmismo – neanche a dirlo – è la variante Delta, che causerà una impennata di contagi in autunno. Peccato però che la variante in questione (che poi è la ex indiana), come riscontrato nel Regno Unito, dove ha causato migliaia e migliaia di contagi, non è pericolosa. Infatti non incide sui ricoveri. Anche perché si diffonde soprattutto tra i più giovani. E a tal proposito, visto che alcuni esperti catastrofisti avvertono di fare attenzione – “perché i suoi sintomi possono essere scambiati per un raffreddore” – facciamo presente che spesso di questo si tratta, né più né meno.

Miozzo: “Il 15% del personale scolastico ancora senza vaccino”

In una intervista alla Stampa, Miozzo spiega che a settembre, con il ritorno a scuola, “dovremo potenziare gli altri strumenti di controllo: gli screening all’ingresso, i tamponi periodici, il tracciamento. Sono cose che vanno pianificate adesso, lavorando con le strutture sanitarie locali, perché settembre è domani”. Miozzo sottolinea, inoltre, il ritardo sul fronte della vaccinazione, visto che circa “il 15% del personale scolastico, oltre 200mila persone, non ha ricevuto nemmeno una dose. I più anziani tra loro rischiano conseguenze serie in caso di focolai a scuola. È un problema che va affrontato subito. Io sarei per un obbligo generalizzato”, suggerisce.

“Vaccinare nella fascia tra i 12 e 19 anni”

E per quanto riguarda la mascherina, Miozzo non ha dubbi: per toglierla in classe, “sarà necessario aumentare considerevolmente la percentuale dei vaccinati nella fascia tra i 12-19 anni“. Sulla stella linea anche l’ordine dei medici, che esorta “ad affrettarsi” nel vaccinare gli studenti per evitare focolai. Insomma, il 2021 continua a sembrare il 2020. L’emergenza sanitaria va avanti, ad oltranza, al di là di contagi e ricoveri.

Adolfo Spezzaferro

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