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Emergenza Infermieristica e Sanitaria. Nursing Up: “basta con le parole, è arrivato il momento dei fatti”.

Riceviamo una nota di Cesare Hoffer (Nursing Up) sull’Emergenza Infermieristica e Sanitaria in Italia: “basta con le parole, è arrivato il momento dei fatti”.

Egr. Direttore,

la grave crisi della professione infermieristica e sanitaria nell’azienda sanitaria e nelle Apsp trentine, deve essere seriamente affrontata tramite l’adozione di una serie di provvedimenti a carattere provinciale specificatamente mirati.

È sempre più urgente la necessità di attivare un tavolo di confronto tra istituzioni e sindacati, ma prima di tutto serve fare una seria analisi sulle cause che hanno generato questa emergenza, altrimenti rischiamo di non essere incisivi e pragmatici e di adottare poi esclusivamente provvedimenti dal sapore demagogico.

Ecco perché riteniamo che il recente provvedimento adottato dalla Giunta provinciale di aumentare i posti dei posti di laurea infermieristica a Trento da 140 a 180 attraverso il piano triennale di formazione, sia solo un piccolo passo nella giusta direzione, che dovrà essere affiancato da altri provvedimenti che rendano le nostre strutture realmente attrattive ed impediscano la fuga dal pubblico verso le nazioni estere, il settore privato e la libera professione.

Le condizioni di lavoro nelle realtà pubbliche sanitarie trentine sono ormai inumane, i carichi di lavoro esagerati per le carenti assunzioni ed il paradosso di tutto questo è l’assenza del personale Oss. Il personale infermieristico, già in difficolta perché carente, è costretto anche a svolgere attività improprie e demansionanti. Invece di valorizzare competenze e professionalità, cosa assolutamente necessaria e che avrebbero un risultato positivo sul paziente, si assiste quotidianamente ad una continua mortificazione del professionista infermiere e sanitario, tra l’altro oberato sempre più da carichi di lavoro di tipo amministrativo.

A fronte di tutto ciò, gli stipendi base italiani appaiono ormai sempre più anacronistici, formazione universitaria, responsabilità e specializzazioni acquisite non vengono riconosciute dal punto di vista giuridico-economico, contrariamente invece a quanto accade all’estero, dove alcune nazioni stanno investendo cospicue risorse economiche, garantendo riconoscimenti economici molti più elevati ed adeguati percorsi di carriera.

In Trentino, un tempo virtuoso e grazie alle nostre proposte, avevamo introdotto primi in Italia il riconoscimento delle funzioni esperte, un primo passo per la valorizzazione di circa 380 professionisti sanitari per la particolare attività svolta.

L’accordo stralcio del 13/8/2020 sul CCPL 2016/2018 aveva reso disponibili in seguito a nostra proposta 200.000 euro annui per l’attivazione, previo successivo accordo con l’Apran, delle funzioni specialistiche per infermieri e professionisti sanitari: siamo ancora in attesa dopo 2 anni di essere convocati, nonostante i nostri solleciti e l’invio 2 anni fa di una nostra articolata proposta…

A livello di contrattazione nazionale le funzioni specialistiche sono state ampiamente previste, incentivate e normate, il Trentino invece negli ultimi anni è in evidente ritardo, passando da esempio virtuoso nazionale e laboratorio di sperimentazione dei percorsi di carriera con le funzioni esperte, ad essere l’ultima ruota del carro!

Ora ci domandiamo, in assenza di una reale e concreta politica di attrattività e stante le difficilissime condizioni di lavoro, uno stipendio non commisurato a responsabilità e formazione, l’assenza di percorsi di carriera che gratifichino il professionista, quale motivazione potrebbe avere un giovane ad intraprendere a livello universitario la carriera infermieristica oppure a continuarla? Iniziamo a domandarcelo seriamente, dopo potrebbe essere tardi.

Cesare Hoffer

Coordinatore Nursing up Trento

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