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Distretto del cibo: in arrivo 40 milioni a 41 aziende del Barese

L’obiettivo è migliorare la qualità, innovare i processi e rafforzare la filiera

01 Dicembre 2022

Antonio Galizia

BARI – Dai fondi complementari del Pnrr (Piano di ripresa e resilienza) il via libera da parte del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, all’assegnazione di 40 milioni di euro alle aziende agricole e agrolimentari dei 30 comuni aderenti nel Distretto del Cibo del Sud Est Barese. L’attesa notizia è stata ufficializzata ieri, con una nota, dal Distretto beneficiario.

RISORSE IN ARRIVO «Le risorse che andranno a finanziare i progetti rinvengono dal fondo complementare Pnrr del Ministero – spiega il presidente Pasquale Redavid -. È un risultato corale che premia il lavoro di squadra promosso dal Gal (Gruppo di azione locale) del Sud Est Barese con le imprese, le organizzazioni di produttori, le associazioni di categoria e gli enti di ricerca. Avviene dopo un lungo periodo di concertazione, ascolto e raccolta dei fabbisogni che ha trovato sintesi in un piano di investimenti che guarda lontano. Dopo tanto tempo si raggiunge un primo traguardo concreto che darà impulso al prosieguo delle attività del Distretto che ha in cantiere un nuovo programma di sviluppo con altre imprese pronte a candidarsi e con il supporto attivo dei tre Gal che operano in 30 comuni del barese e del tarantino».

IL DISTRETTO – I 3 Gruppi di azione locale sono quelli del Sud Est, dei Trulli e Barsento e della Valle d’Itria. Il Distretto ha candidato un programma di investimenti da 40 milioni di euro che coinvolge ben 41 imprese impegnate in progetti di miglioramento della qualità delle produzioni, nella innovazione dei processi produttivi in campo e più in generale in interventi di rafforzamento delle diverse filiere agroalimentari dell’area.

LE MISURE – «L’obiettivo del programma che ha ottenuto ilvia libera dal Ministero – fa sapere il Distretto – è quello di favorire investimenti agricoli, l’ammodernamento di fabbricati, serre e impianti produttivi, acquistare nuovi macchinari e attrezzature, realizzare investimenti in nuove tecnologie 4.0, efficientare il consumo energetico ed irriguo con progetti aziendali compresi tra i 100 mila e i 5 milioni di euro. Nelle prossime settimane, come anticipato dallo stesso Ministero, è attesa la fase di istruttoria finale con la definizione delle agevolazioni massime spettanti a ciascun soggetto beneficiario».

I settori Costituito nel 2020, il Distretto è nato come uno strumento di aggregazione al servizio dell’agroalimentare locale, attrattore di investimenti per le imprese e veicolo di sviluppo territoriale, anche turistico. Oggi conta su 216 soci tra imprese agricole, agroalimentari, OP (organizzazioni tra produttori) e associazioni di categoria distribuite su 30 comuni. Il Distretto del Cibo si candida ad essere uno degli strumenti privilegiati per «supportare, rilanciare e valorizzare le eccellenze dell’agroalimentare del territorio – chiosa Redavid – lo sviluppo locale sostenibile, la coesione e l’inclusione sociale, la salvaguardia del territorio e del paesaggio rurale».

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