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Dalla Puglia all’orbita con lo spazioporto. Aggiudicati i bandi

La realizzazione del primo spazioporto italiano è sempre più vicina grazie all’aggiudicazione del bando di progettazione. Così la Puglia è pronta a cavalcare la Space economy con la previsione di notevoli ritorni non solo in termini economici, ma anche strategici per il sistema-Paese

Tra non molti anni si potrà arrivare nello Spazio partendo da Grottaglie, in provincia di Taranto. È stato infatti appena aggiudicato al raggruppamento temporaneo composto da Adr Ingegneria, Proger, Rina consulting e Architetto Camerana il bando per la progettazione del primo spazioporto italiano. L’accordo riguarderà nel dettaglio la realizzazione dell’infrastruttura e delle aree di volo destinate allo spazioporto, in cui sono compresi un hangar polifunzionale – per il ricovero, l’assemblaggio e la manutenzione dei sistemi veicolo – e uno spazio destinato a ospitare eventi e iniziative tematici. Inoltre, vi sarà un edificio multifunzionale dedicato all’innovazione e all’incubazione di imprese, enti di ricerca e formazione. I lavori complessivi ammontano a circa 120 milioni di euro, rendendo lo spazioporto un vero e proprio volano strategico ed economico.

Il progetto

Il progetto, avviato nel 2018, con questa nuova accelerazione sarà prezioso per la Puglia sia in termini strategici sia per la Space economy. “Insieme all’associazione Criptaliae Spaceport, puntiamo a creare le sinergie necessarie per proiettare l’Italia nel futuro, attraverso lo sviluppo del trasporto suborbitale e spaziale”, ha commentato il presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), Pierluigi Di Palma. Parole di apprezzamento condivise anche da parte del governo, rappresentato dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), Galeazzo Bignami, secondo cui “le attività di sviluppo dello spazioporto Taranto-Grottaglie per l’abilitazione del volo commerciale suborbitale e l’accesso flessibile allo spazio perseguita da Enac sono valutate quali di estrema importanza per il Sistema Paese”. Il Mit infatti fa parte del Comitato ministeriale per le politiche relative allo spazio ed alla ricerca aerospaziale e ricopre un ruolo di primo piano anche nei meccanismi di vigilanza e controllo.

Lo spazioporto

Chiuso ai voli civili da una quindicina d’anni, l’aeroporto “Marcello Arlotta” di Grottaglie è attualmente utilizzato come scalo cargo, gestito da Aeroporti di Puglia con Enav in qualità di gestore del traffico aereo. Individuato nel 2018 quale sito idoneo a ospitare lo spazioporto italiano dopo un processo di selezione supervisionato dal ministero dei Trasporti, l’Enac, l’Agenzia spaziale italiana e la Difesa. Con la trasformazione in spazioporto, da qui dovrebbero partire i voli suborbitali nazionali e commerciali del prossimo futuro, che stanno rivelandosi una vera chiave di volta per il raggiungimento delle orbite con costi contenuti. “Il suborbitale e l’orbitale rappresentano difatti l’evoluzione ormai prossima delle forme di trasporto, passate da terrestri/marittime ad aeree e oggi, per l’appunto, proiettate verso i livelli più alti dell’atmosfera”, ha spiegato ancora il viceministro Bignami.

La sua gestione

Si tratta di “un progetto ambizioso”, attorno cui “si è concretizzato il coinvolgimento di altri soggetti pubblici come Enav e l’Autorità per l’aviazione militare”, ha raccontato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “La Regione Puglia ha ritenuto di destinare adeguate risorse per finanziare gli interventi necessari alla realizzazione delle infrastrutture necessarie per rendere concreto l’operatività del primo spazioporto italiano”, ha commentato ancora Emiliano. Il board di Criptaliae Spaceport, l’organo di governo dell’associazione, è presieduto dal presidente Di Palma, dal presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, da Maurizio Paggetti di Enav e dal colonnello Luigi Riggio in rappresentanza dello Stato maggiore dell’Aeronautica militare. La costituzione di Criptaliae Spaceport della scorsa estate vuole così intercettare la domanda di servizi innovativi del comparto aerospaziale, di natura sia pubblica sia privata, nell’ambito della cornice istituzionale centrale e locale.

Voli suborbitali come volani economici

Nonostante il nome possa trarre in inganno, infatti, i voli suborbitali non sono “meno spaziali” degli altri: semplicemente, una volta raggiunto lo spazio, la loro traiettoria non li fa entrare in una orbita intorno al pianeta (come un satellite) né raggiungere la velocità di fuga (come le missioni verso gli altri corpi celesti). Per fare un esempio, il viaggio spaziale di Yuri Gagarin fu un volo suborbitale. L’importanza di questo tipo di voli va dal turismo spaziale, un settore in forte crescita, alla possibilità di portare nello spazio un numero elevato di payload scientifici, oltre alla opportunità di rilasciare nell’orbita un numero sempre più elevato di satelliti, fondamentali per la vita quotidiana sulla Terra e molto promettenti sul piano commerciale vista l’espansione della Space economy. “La Regione Puglia continua a investire sullo spazioporto quale struttura strategica fondamentale per consentire alle imprese di insediarsi sul territorio portando così, economia e lavoro” avviando “la progettazione di una infrastruttura strategica per la nostra economia”, ha infatti osservato l’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci. Un investimento che ha detta di Vasile può essere “strategico per l’internazionalizzazione produttiva che possa generare sviluppo economico e occupazione nel campo dell’innovazione e, nello specifico, nel settore aerospaziale”.

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