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Cos’è l’assegno di superinvalidità e come averlo

9‘ di lettura

L’assegno di superinvalidtà spetta a tutti gli invalidi o solo ad alcune categorie? come fare per richiederlo e qual è il suo importo? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

L’assegno di superinvalidità è una prestazione economica aggiuntiva che viene erogata solo ad alcune determinate categorie di invalidi. Il suo importo, inoltre, varia in base ad alcune condizioni.

Vediamo quindi a chi spetta l’assegno di superinvalidità e se è necessario richiederlo.

Indice

Cos’è l’assegno di superinvalidità

L’assegno di superinvalidità è una provvidenza economica riconosciuta dalla legislazione pensionistica di guerra (articolo 15 del Dpr 915/1978) in favore di militari e civili vittime di guerra titolari di pensione di guerra, nonché a seguito dell’equiparazione offerta dalla legge 9/1980 ai lavoratori del pubblico impiego per i quali sia stata riconosciuta la causa di servizio con iscrizione a categoria tabellare e la relativa concessione della pensione privilegiata (o assegno rinnovabile).

In alcuni casi, al posto dell’assegno per superivalidità, può spettare un assegno integrativo differente.

L’assegno di superiinvalidità è riconosciuto in presenza di determinate menomazioni che devono essere ascritte a una delle 32 ipotesi previste dalla legge, decrescenti per gravità: la menomazione più grave corrisponde alla lettera A, la meno grave alla lettera H.

La classificazione è elencata in modo tassativo nella tabella E allegata all’art. 15 del Dpr 915/1978 ed è valida, come abbiamo detto, anche per i dipendenti pubblici (quindi non del settore privato) ai quali sia stata riconosciuta l’invalidità per causa di servizio.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede la Tabella E del Dpr 915/1978.

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Assegno di superinvalidità: la tabella E del Dpr 915/1978

Vediamo nel dettaglio a quali categorie di invalidi e mutilati è concesso l’assegno di invalidità, come previsto dal Dpr 915/1978, in base alle lettere di appartenenza:

Lettera A:

1) Alterazioni organiche e irreparabili di ambo gli occhi che abbiano prodotto cecità bilaterale assoluta e permanente.

2) Perdita anatomica o funzionale di quattro arti fino al limite della perdita totale delle due mani e dei due piedi insieme.

3)Lesioni del sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale) che abbiano prodotto paralisi totale dei due arti inferiori e paralisi della vescica e del retto (paraplegici rettovescicali).

4) Alterazioni delle facoltà mentali tali da richiedere trattamenti sanitari obbligatori in condizioni di degenza nelle strutture ospedaliere pubbliche o convenzionate.

Lettera A bis:

1) La perdita di ambo gli arti superiori fino al limite della perdita delle due mani.

2) La disarticolazione di ambo le cosce o l’amputazione di esse con l’impossibilità assoluta e permanente dell’applicazione di apparecchio di protesi.

Lettera B:

1) Lesioni del sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale), con conseguenze gravi e permanenti di grado tale da apportare, isolatamente o nel loro complesso, profondi ed irreparabili perturbamenti alla vita organica e sociale.

2) Tubercolosi o altre infermità gravi al punto da  determinare  un’assoluta e permanente incapacità a qualsiasi attività fisica e da rendere necessaria la continua o quasi continua degenza a letto.

Lettera C:

1) Perdita di un arto superiore e di un arto inferiore dello stesso lato sopra il terzo inferiore rispettivamente del braccio e della coscia con impossibilità dell’applicazione dell’apparecchio di protesi.

Lettera D:

1) Amputazione di ambo le cosce a qualsiasi altezza.

Lettera E:

1) Alterazioni organiche ed irreparabili di ambo gli occhi tali da ridurre l’acutezza visiva binoculare da 1/100 a meno di 1/50 della normale.

2) Perdita di un arto superiore e di uno inferiore sopra il terzo inferiore rispettivamente del braccio e della coscia.

3) Perdita di dieci oppure di nove dita delle mani compresi i pollici.

4) Perdita di ambo gli arti inferiori di cui uno sopra il terzo inferiore della coscia e l’altro sopra il terzo inferiore della gamba.

5) Alterazioni delle facoltà mentali che richiedono trattamenti sanitari obbligatori non in condizioni di degenza nelle strutture ospedaliere pubbliche o convenzionate o che abbiano richiesto trattamenti sanitari obbligatori in condizioni di degenza ospedaliera, cessati ai sensi della legge n. 180 del 13 maggio 1978, sempreché tali alterazioni apportino profondi perturbamenti alla vita organica e sociale.

Lettera F:

1) Perdita totale di una mano e dei due piedi insieme.

2) Perdita di due arti, uno superiore e l’altro inferiore, amputati rispettivamente al terzo inferiore del braccio e al terzo inferiore della gamba.

3) Perdita di due arti, uno superiore e l’altro inferiore, amputati rispettivamente al terzo inferiore dell’avambraccio e al terzo inferiore della coscia.

4)Perdita di ambo gli arti inferiori di cui uno sopra al terzo inferiore della coscia e l’altro al terzo inferiore della gamba.

5) Perdita di ambo gli arti inferiori di cui uno al terzo inferiore della coscia e l’altro fino al terzo inferiore della gamba.

6) Perdita delle due gambe a qualsiasi altezza.

7) Alterazioni delle facoltà mentali che apportino profondi perturbamenti alla vita organica e sociale.

8) Tubercolosi o altre infermità gravi al punto da determinare una assoluta e permanente incapacità a qualsiasi attività fisica, ma non tale da richiedere la continua o quasi continua degenza a letto.

Lettera G:

1) Perdita dei due piedi o di un piede e di una mano insieme.

2) La disarticolazione di un’anca.

3) Tutte le alterazioni delle facoltà mentali (schizofrenia e sindromi schizofreniche, demenza paralitica, demenze traumatiche, demenza epilettica, distimie gravi, ecc.) che rendano l’individuo incapace a qualsiasi attività.

4) Tubercolosi grave al punto da determinare una assoluta incapacità a proficuo lavoro.

Lettera H:

1) Castrazione e perdita pressoché totale del pene.

2) La fistola gastrica, intestinale, epatica, pancreatica, splenica, retto vescicale ribelle ad ogni cura e l’ano preternaturale.

3) Sordità bilaterale organica assoluta e permanente quando si

accompagni alla perdita o a disturbi gravi e permanenti della favella

o a disturbi della sfera psichica e dell’equilibrio statico-dinamico.

4) Cardiopatie organiche in stato di permanente scompenso con grave e permanente insufficienza coronarica ecg accertata o gravi al punto da richiedere l’applicazione di pace-maker o il trattamento con by-pass o la sostituzione valvolare.

5) Anchilosi completa di un’anca se unita a grave alterazione funzionale del ginocchio corrispondente.

Andiamo a vedere a questo punto a quanto ammonta l’assegno di superinvalidità.

È in pagamento il bonus sulla tredicesima: scopri chi lo avrà per intero, chi in misura ridotta e quali requisiti bisogna rispettare.

Qual è l’importo dell’assegno di superinvalidità

L’importo dell’assegno di superinvalidità cresce all’aumentare della gravità della lesione o dell’infermità riportata, corrispondente, come abbiamo visto, a una lettera dalla A alla H.

Con il tempo, sono state aggiunte alla tabella due particolari ipotesi, la categoria A bis e l’assegno integrativo di 1° categoria.

Il valore dell’assegno parte da un minimo di 399,47 euro mensili fino a un massimo di 1.997,56 euro mensili per infermità più gravi, come puoi vedere dalla tabella che ti riportiamo:

LETTERA ASSEGNO MENSILE DI SUPERINVALIDITA’ 2022
A 1.997,56 euro
A bis 1.797,78 euro
B 1.597,99 euro
C 1.398,20 euro
D 1.198,52 euro
E 998,73 euro
F 798,94 euro
G 599,26 euro
H 399,47 euro
Assegno integrativo 1° categoria 199,74 euro
Tabella con gli importi assegno di superinvalidità in base alla Lettera per l’anno 2022

L’assegno di superinvalidità spetta per 12 mensilità. Non è prevista l’erogazione della tredicesima, in quanto si tratta di un trattamento accessorio alla prestazione pensionistica principale.

Trattandosi di una prestazione accessoria, inoltre, non è reversibile ai superstiti. Per lo stesso motivo, questo tipo di provvidenza economica è esente dalla tassazione, ossia non rientra tra i redditi imponibili ai fini Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche). Vediamo a questo punto come si richiede l’assegno di superinvalidità.

In questo articolo ti spieghiamo come funziona l’aumento delle pensioni militari con l’ausiliaria e il ricalcolo della pensione e dell’indennità speciale.

assegno di superinvalidità
Cos’è l’assegno di superinvalidità e come averlo?

Come si richiede l’assegno di superinvalidità

In realtà, per ottenere l’assegno di superinvalidità non è necessario presentare alcuna domanda, in quanto viene corrisposto d’ufficio dall’Inps o dal Ministero, in aggiunta al trattamento pensionistico principale (pensione di guerra o pensione privilegiata) a partire dalla sua decorrenza della pensione.

Anche l’adeguamento annuale dell’importo dell’assegno è automatico, così come avviene per gli altri assegni di natura accessoria riconosciuta agli invalidi di guerra e per servizio.

Per farti un’idea degli aumenti previsti con la perequazione a gennaio 2023, puoi leggere questo nostro articolo su invaliditaediritti.it, che riguarda quelli sulle pensioni di invalidità civile.

Come hai visto, in tabella viene riportata la possibilità di ottenere un assegno integrativo di superinvalidità: vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

In questo articolo mostriamo le tabelle degli stipendi per le professioni militari:  chi ci guadagna di più in base al grado occupato e all’arma di appartenenza.

Assegno di superinvalidità: come funziona l’integrazione

Gli invalidi di guerra o per causa di servizio che hanno riportato un’invalidità da ascrivere alla 1° categoria, senza diritto all’assegno di superinvalidità, hanno comunque diritto a una prestazione differente: l’assegno integrativo.

Questo assegno è pari alla metà dell’importo dell’assegno di superinvalidità previsti per gli ascritti alla lettera H della tabella E, come ti abbiamo mostrato sopra.

Anche gli importi dell’assegno integrativo sono adeguati annualmente, come avviene per gli assegni di natura accessoria riconosciuti agli invalidi di guerra e per cause di servizio.

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