Era dal 1975, anno della sua fondazione, che il Comitato sugli investimenti esteri negli Stati Uniti non riceveva una “guida” presidenziale. Biden ha aggiornato i rischi connessi all’ingresso negli Usa di capitali stranieri. Ecco come funziona l’organo guidato dal Tesoro e sette agenzie federali, e come cambiano i suoi poteri con l’executive order

È da più di un anno che circolano voci secondo le quali gli Stati Uniti avrebbero presto creato un Cfius “in uscita” o “inverso”, cioè un meccanismo di monitoraggio degli investimenti in uscita dagli Stati Uniti. Ma andiamo con ordine.

Il Committee on Foreign Investments in the United States (Cfius) è un comitato federale che riunisce diverse agenzie governative, con il mandato di monitorare le transazioni che coinvolgono investimenti stranieri sul suolo americano, per determinare gli eventuali rischi di quest’ultime per la sicurezza nazionale. Nato nel 1975 su impulso della presidenza Ford, è presieduto dal dipartimento del Tesoro e da sette agenzie federali. La sua giurisdizione si applica sulle transazioni che portano al controllo straniero di società e aziende americane, nonché su tutte le transazioni nei settori strategici, e su quelle che riguardano immobili situati nelle vicinanze di strutture governative. Sostanzialmente è ciò a cui si ispira il nostro golden power.

Negli ultimi vent’anni il ruolo del Comitato è cresciuto molto, soprattutto in relazione all’ascesa della potenza cinese, e alla conseguente politicizzazione degli investimenti diretti esteri. In quest’ottica, le operazioni di acquisizione o di fusione diventano vere e proprie armi nel tentativo di minare la sicurezza dell’avversario. Con il potere di mitigare i rischi di una transazione, o  addirittura di consigliare al Presidente degli Stati Uniti di bloccarla, il Cfius tiene conto di tre aspetti nella sua operatività: minacce (threat), vulnerabilità (vulnerability), conseguenze (consequences). Le minacce sono intese come la capacità e l’intenzione di un attore estero di danneggiare la sicurezza americana, mentre le vulnerabilità si riferiscono alla possibilità che l’azienda statunitense sia sfruttata.

Facciamo due esempi. Una società cinese vuole fare un investimento che la porterà a possedere una compagnia di bevande analcoliche negli Stati Uniti. Il livello di threat sarà alto, perché la Cina è un attore estero in forte competizione con l’America, ma il livello di vulnerability sarà basso, perché l’industria delle bevande analcoliche non è un settore di particolare influenza sulla sicurezza nazionale e, di conseguenza, il Cfius difficilmente si interesserà della questione dopo aver monitorato l’investimento. Al contrario poniamo per assurdo che un investitore britannico voglia rilevare un’azienda produttrice di componentistica per sistemi informatici. In questo caso si avrà un livello di threat basso, ma una alta vulnerability che attirerà fortemente l’attenzione del Cfius.

Giovedì 15 settembre 2022 la Casa Bianca ha diffuso un ordine esecutivo del Presidente Biden rivolto a “assicurare una robusta revisione dei rischi in evoluzione per la sicurezza nazionale da parte del Cfius”. In sostanza il documento evidenzia i rischi potenziali e le loro implicazioni nel panorama attuale, e va ad espandere i fattori di cui il Comitato deve tener conto nello svolgimento delle proprie attività. In particolare identifica cinque insiemi di fattori-chiave.

  • Un effetto della transazione sulla resilienza delle catene di approvvigionamento americane, anche al di fuori dell’area industriale della difesa.
  • Un effetto della transazione sulla supremazia tecnologica statunitense nelle aree della microelettronica, intelligenza artificiale, biotecnologie, computazione quantistica, energia pulita, tecnologie di adattamento climatico.
  • Trend degli investimenti industriali che potrebbero avere conseguenze sulla sicurezza nazionale. Ad esempio portare l’attenzione su acquisizioni di molteplici aziende nello stesso settore.
  • Rischi di cybersecurity
  • Rischi connessi a dati personali sensibili dei cittadini statunitensi. In particolare, gli sviluppi tecnologici, combinati con l’accesso a una grossa mole di dati, permettono di de-anonimizzare i dati aggregati originariamente non identificabili.

La Casa Bianca ha ricordato come questo ordine esecutivo contribuirà a guidare la commissione e dovrebbe anche aiutare le imprese e gli investitori a identificare meglio i rischi, aumentando la consapevolezza sulla necessità o meno di presentare una domanda al Cfius. Nei prossimi giorni si vedrà se effettivamente il ruolo del Comitato verrà potenziato nel senso di includere non solo gli investimenti diretti negli Stati Uniti, ma anche quelli americani verso l’esterno.