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“Con la voglia ancora di cambiare”. Oltre 500 studenti pronti alla maturità

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SULMONA – In Centro Abruzzo, tra Valle Peligna e Alto Sangro, sono 537 gli studenti che stanno per affrontare l’esame di maturità, dopo un anno scolastico a intermittenza – tra casa e aula – segnato dall’emergenza Covid. Una prova dunque più che mai significativa, per chiudere un capitolo di vita (scolastica e non solo) condizionato dalla pandemia e sperare di aprirne un altro scandito dal ritorno alla normalità. Dopo l’esame del vaccino, superato con la prima dose da circa 300 maturandi peligno-sangrini, domani comincia l’esame vero e proprio. Ci si gioca il tutto per tutto nel maxi orale. Dalla dad si torna in presenza dinanzi all’intera commissione di docenti interni, presieduta da un esterno. Una sola carta da spendere dopo cinque anni. Si parte con la discussione di un elaborato il cui argomento è stato assegnato a ciascuna studentessa e a ciascuno studente dai Consigli di classe. Dopo la discussione dell’elaborato, il colloquio proseguirà con la discussione di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di Lingua e letteratura italiana, con l’analisi di materiali (un testo, un documento, un’esperienza, un problema, un progetto) predisposti dalla commissione con trattazione di nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline. Ci sarà spazio per l’esposizione dell’esperienza svolta nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Debutta il curriculum dello studente per un approccio sempre più aziendale sin dai tempi della formazione scolastica. Che cosa ci si aspetta da questa seconda maturità con il Covid? Noi lo abbiamo chiesto agli studenti del Polo “Fermi” con due avvincenti puntate di Radio Iperbole, tre se si considera anche quella del bilancio sulla dad. Un crescendo di emozioni, risonanze, sogni nel cassetto pieni di contenuto e sostanza. “C’è un po’ di ansia. E’ inevitabile. Ma anche malinconia per la scuola che finisce. In questo periodo storico abbiamo sentito una scuola vicina, che non ci ha abbandonati”- hanno detto Chiara Di Gregorio e Gaia Ranalli raccontando la loro preparazione all’esame di stato. Entrambe parleranno di economia circolare, di una nuova cultura per il processo del riciclo, senza più sprechi. Gaia vuole fare medicina e lo ha capito grazie a quell’esperienza che la scuola le fece fare nei laboratori dell’Università di Chieti. Chiara sogna invece di diventare una biologa. Entrambe timide ma con la risposta giusta al momento giusto. Idee chiare e con la chiave di una scuola al passo con i tempi pronta ad aprire tutte le porte del futuro. A loro, come del resto a tutti i maturandi peligni, va il nostro personale in bocca al lupo. Per il secondo anno di fila, caro Covid, questa notte te la sei portata via. Ma c’è la voglia di cambiare cantata da Venditti, la voglia di tornare a vivere per un futuro migliore.

Andrea D’Aurelio

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