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“Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo” – Ippocrate: mai come in questo travagliatissimo periodo storico avremmo bisogno (anche) della saggezza di Ippocrate, stretti come siamo fra le avvisaglie delle virostar e dei giornaloni che non mollano la presa allo stesso modo in cui nemmeno il virus epocale lo fa, standosene qui ancora buono buono fra noi insieme all’altra emergenza stagionale, pare arrivata in anticipo, quella dell’influenza vecchia scuola. Senza contare poi gli accidenti che ci procuriamo da soli con certe nostre pessime abitudini alimentari. Ecco che allora 2.400 anni dopo il giuramento di Ippocrate, il progresso della scienza medica passa anche da un ritorno alle origini: cibo (e ambiente) le prime medicine. Oggi si parla tanto di prodotti a km 0, ma una volta, neanche tanto tempo fa e stiamo infatti parlando degli anni 80 del 900, non si parlava né dei cibi capaci di influire positivamente su di noi (erano la prassi), né dei prodotti a km 0 (le filiere corte erano normali). Oggi tutto questo invece è considerato una conquista. Nel numero in edicola di CulturaIdentità Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), ci spiega quanto sia importante per noi rimediare a certi stili di vita alimentari: la nostra salute la possiamo conquistare e conservare soprattutto a tavola, così evitiamo di finire all’ospedale più avanti. Ma quali sono questi alimenti che danno un aiuto concreto alla nostra salute e al nostro benessere?

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