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Ci risiamo, tornano i presunti scoop sui legami tra Putin e Salvini. La smentita dei servizi italiani

Roma, 28 lug – Ci risiamo, spuntano di nuovo presunti legami tra Salvini e Putin, meglio tra la Lega e la Russia, ovviamente in questo caso atti a far cadere il governo Draghi. Sì perché ancora certi media non si capacitano di aver perso il “migliore”, dopo averlo osannato acriticamente per un anno e mezzo. E con la campagna elettorale anticipata, in piena estate, non potevano mancare le “ombre russe”. A sganciare la “bomba”, è La Stampa, in un articolo firmato da Jacopo Iacoboni.

Legami tra Putin e Salvini? L’intelligence (ma quale?) citata da La Stampa

Il quotidiano diretto da Giannini scrive di contatti avuti dal consigliere per i rapporti internazionali del leader della Lega Salvini, Antonio Capuano, con Oleg Kostyukov, un “importante funzionario dell’ambasciata russa” a Roma. Cosa si sarebbero detti di così sconcertante?

La Stampa menzionata stralci di documenti dell’intelligence (senza specificare però se si tratta di servizi segreti italiani o esteri), con i dialoghi in questione avvenuti due mesi prima delle dimissioni di Draghi. “Il diplomatico, facendo trasparire il possibile interesse russo a destabilizzare gli equilibri del governo italiano con questa operazione – scrive il quotidiano torinese – avrebbe chiesto se i ministri della Lega fossero intenzionati a rassegnare le dimissioni dal governo”. Sempre secondo La Stampa, Kostyukov è l’uomo che comprò i biglietti del viaggio in Russia di Salvini, poi saltato.

La smentita di Gabrielli. E Salvini: “Sono fesserie”

Franco Gabrielli, sottosegretario con delega ai servizi segreti, ha chiarito subito: “Le notizie apparse sul quotidiano La Stampa, circa l’attribuzione all’intelligence nazionale di asserite interlocuzioni tra l’Avvocato Capuano e rappresentanti dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, per far cadere il Governo Draghi, sono prive di ogni fondamento come già riferito al Copasir, in occasione di analoghi articoli, apparsi nei mesi scorsi”.
Puntuale anche la replica di Matteo Salvini: Le ombre russe sulla crisi di governo “sono fesserie. Io ho lavorato e lavoro per la pace e per cercare di fermare questa maledetta guerra. Figurati se vado a parlare di ministri e viceministri, mi sembra la solita fantasia su cui c’é Putin, c’è il fascismo, il razzismo, il nazismo, il sovranismo. Non penso che Putin stia dietro al termovalorizzatore di Roma”.

Letta e Di Maio ci marciano subito

Al contrario, la sinistra prova subito a cogliere la palla al balzo. Immancabili, come prevedibile, le sparate di Letta e Di Maio. “Le rilevazioni di oggi sulla Stampa sui legami tra Salvini e la Russia di Putin sono inquietanti, la campagna elettorale inizia nel modo peggiore, con una grandissima macchia su questa vicenda. Vogliamo sapere se è stato Putin a far cadere il governo Draghi“”, afferma il segretario del Pd. Perché “se così fosse sarebbe una cosa di una gravità senza fine. Salvini non è riuscito neanche a smentire con una dichiarazione che conferma tutti i suoi legami oscuri”.

A Letta ha fatto subito eco l’ex capo politico del M5S: “Credo che Salvini debba spiegare queste sue relazioni con la Russia, negli stessi giorni in cui si faceva pagare in rubli il biglietto per Mosca, che poi ha restituito”, ha detto Di Maio a Morning News di Canale 5. “Dobbiamo stare attenti alle influenze russe su questa campagna elettorale”, ha poi aggiunto il ministro degli Esteri.

Davvero a Letta e Di Maio sfugge che Draghi si era già dimesso prima della mancata fiducia di Lega e Forza Italia? Sul serio a questi signori sfugge poi che anche il M5S si è sfilato? Suvvia, il dialogo tra un funzionario russo e un esponente leghista può sempre essere possibile, ma di qui a dire che Putin “influenza” le scelte politiche italiane e che ha fatto cadere il governo Draghi, ce ne passa. Va bene che è iniziata la campagna elettorale, ma un minimo di serietà è sempre doverosa.

Alessandro Della Guglia

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