Chi era Mario Mantegazza, il carrista Rsi morto da eroe a 92 anni

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Roma, 21 feb – Oggi vi raccontiamo la storia un Eroe. Di un Eroe autentico, di nome Mario Romano Mantegazza. Ucciso un anno fa a 92 anni, dopo aver compiuto l’ultimo atto di eroismo della sua vita. Appartenuto a quella generazione di giovani che nel 1943 dovette compiere una scelta, Mario Romano Mantegazza fu tra coloro che antepose ai propri interessi personali quelli della Patria, arruolandosi volontario tra le forze militari della Repubblica Sociale Italiana nel 1944, all’età di 17 anni.

Un’etica che ha custodito per tutta la vita, accompagnandolo anche nelle morte. “Aveva vissuto la guerra, non aveva paura di difendere i suoi ideali, aveva un grande senso dello Stato”, ricordano i suoi figli. Mario Romano Mantegazza possedeva sicuramente la capacità di concepire come un privilegio il sacrificarsi per l’affermazione dei propri principi. Forse il modo in cui ha concluso l’esperienza terrena non è da considerarsi beffardo, forse dare ancora volta testimonianza della sua forza di volontà è quello che desiderava.

Il sacrificio di Mantegazza

I fatti accadono a La Spezia lo scorso febbraio. Mario Romano Mantegazza aveva da poco assunto una badante referenziata. Il 13 gennaio, però, la donna viene aggredita dal compagno, uno sbandato romeno di 45 anni. Torna in servizio ma nonostante una denuncia la situazione si ripropone. Il delinquente forza la finestra e riesce ad entrare nell’abitazione, iniziando a picchiarla.

Mario Romano Mantegazza decide di intervenire, consapevole della sua anzianità, non riesce a rimanere inerme di fronte alla violenza a cui stava assistendo. Si scaglia contro il romeno, proteggendo la donna e attirando su di se l’ira dell’uomo. Viene percosso e spinto a terra, perde i sensi e molto sangue. Parte la corsa verso il Pronto Soccorso, dove inizia il calvario dell’ex combattente della Repubblica Sociale Italiana, che rimarrà ricoverato per 16 giorni in prognosi riservata. La morte lo raggiunge nella notte tra il 28 e il 29 febbraio.

Eroismo scomodo

E’ la donna a rivelare immediatamente l’eroico gesto di Mario Romano Mantegazza, ma il circo mediatico sembra disinteressarsene. Il suo è un eroismo scomodo, di quelli da non raccontare per non turbare la macchina propagandistica del globalismo arcobaleno. Non reca certo in se le caratteristiche dei protagonisti di cartone che le televisioni offrono a chi cerca emotività a buon mercato.

Nel frattempo l’aggressore, arrestato dai carabinieri, viene rimesso in libertà e si dà alla latitanza. Una fuga che dura 50 giorni, finita grazie ad un mandato di cattura internazionale che ha generato il suo arresto da parte della polizia romena. Estradato in Italia lo scorso giugno, finisce nel carcere di Rebibbia.

 

Chissà se in quei sedici giorni di agonia L’Eroe Sergio Romano Mantegazza ha potuto ripercorrere con la mente gli anni da militare. Certamente si trattava di un senso di appartenenza vivo in lui, Presidente Onorario del Raggruppamento Combattenti e Reduci – Continuità Ideale della R.S.I. – sez. di La Spezia.

Quel 16 dicembre del ’44

Vogliamo credere che possa aver rivissuto nella propria mente quel 16 dicembre 1944, giorno dell’ultima apparizione pubblica di Mussolini avvenuta a Milano. Il diciassettenne Mario Romano Mantegazza era presente, inquadrato nel Gruppo Corazzato Leonessa della G.N.R. con il suo carro armato Ansaldo M. 15/42. Giunto innanzi a Mussolini nella città imbiancata un po’ dal gelo e dalla neve, un po’ dalle macerie dei bombardamenti alleati, vide il suo Duce avvicinarsi e salire sul suo mezzo, proprio accanto a lui.

Immortalato in una delle foto più evocative della Repubblica Sociale Italia, in cui figurano coloro che decisero di mantenere fede alla parola data al possibile costo della vita, l’Eroe Mario Romano Mantegazza non può e non deve essere dimenticato. Ogni italiano deve sapere di chi è quel volto orgoglioso che spunta dal carro armato, proprio dietro a Benito Mussolini. Dobbiamo saperlo perché appartiene ad un Eroe vero, un esempio di cui oggi abbiamo tremendamente bisogno.

Saverio Di Giulio

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