Chi è Walter Biot, ufficiale accusato di spionaggio. E chi sono i due russi espulsi dall’Italia

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Roma, 1 apr – L’arresto di Walter Biot, ufficiale italiano accusato di spionaggio politico e militare è una notizia senz’altro allarmante. E’ chiaro infatti che adesso una nazione estera, nel caso di specie la Russia, potrebbe essere in possesso di preziosi documenti riservati. Ma chi è davvero l’ufficiale arrestato? Cosa ha davvero consegnato ai russi? E chi era l’ufficiale russo a cui vendeva il materiale? Andiamo con ordine.

Chi è Walter Biot

Walter Biot, 56enne sottufficiale della Marina, diventò ufficiale dopo un concorso interno. Sposato con Claudia Carbonara, psicoterapeuta specializzata in psicologia clinica, ha quattro figli. Da qualche anno era in servizio all’ufficio Politica Militare dello Stato maggiore della Difesa, con il grado di capitano di fregata. Per anni ha svolto il suo lavoro su cacciatorpedinieri e in seguito sulla portaerei Garibaldi. E’ transitato anche, tra il 2010 e il 2015, anche dal Gabinetto del ministro della Difesa, dove si occupava di cerimoniale, relazioni esterne e comunicazione. Tutti ambienti in cui non è improbabile reperire informazioni delicate. Ma è soprattutto il ruolo svolto da Biot allo Stato maggiore della difesa che alla luce dell’arresto per spionaggio non può che preoccupare. Perché lo Stato maggiore della difesa è l’organo che coordina tutte le forze armate italiane e avviene il coordinamento con le organizzazioni internazionali – in particolare la Nato – per quanto riguarda le questioni militari. E qui arriviamo alla seconda domanda.

Che tipo di documenti ha venduto

Che tipo di documenti ha consegnato ai russi? Tra i materiali top secret fatti avere all’ufficiale accreditato presso l’ambasciata di Mosca a Roma, ci sarebbero dossier italiani e pure dei file della Nato. Il timore è che Biot abbia venduto alla Russia alcune carte riguardanti la pianificazione di missioni internazionale, ad esempio gli interventi Nato in Afghanistan e Iraq. Si tratta però di supposizioni, perché al momento non abbiamo informazioni particolarmente affidabili su questo. E non è neppure detto che questo tipo di documenti fossero così rilevanti a livello strategico. Non sappiamo nemmeno quanti ne avrebbe venduti.

Ci sono soltanto due certezze: il materiale venduto era classificato come riservato, quindi da non rivelare, e l’ufficiale italiano riceveva 5mila euro per ogni consegna. Non è chiaro però quante siano state le consegne, dunque non è possibile al momento stabilire quanti soldi abbia ricevuto Biot. In ogni caso i carabinieri del Ros e l’Aisi, l’agenzia di informazioni e sicurezza interna, sorvegliavano i movimenti di Biot da almeno due mesi.

I due russi espulsi dall’Italia

Biot si incontrava in un parcheggio del quartiere Spinaceto a Roma con un ufficiale russo. L’identità di quest’ultimo non è sicurissima, ma pare si tratti di Dmitrij Ostroukhov, agente del Gru, ovvero l’intelligence militare russa. Era ufficialmente impiegato dell’ufficio dell’addetto militare dell’ambasciata russa a Roma. Dopo il caso di spionaggio, stando a quanto appreso da Agenzia Nova, sono stati espulsi dall’Italia due cittadini russi. Il succitato Dmitrij Ostroukhov e Aleksej Nemudrov. Quest’ultimo è il capo dell’ufficio militare russo a Roma, già alto ufficiale della Marina di Mosca. Entrambi i cittadini russi sarebbero già a bordo di un aereo, in seguito alla notifica di espulsione emessa dalle autorità italiane.

Eugenio Palazzini

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