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Carfagna a Bari con i candidati del Terzo Polo: “Spazio per noi c'è e cresce, lavoro avviato da governo Draghi non va interrotto”

Redazione 10 settembre 2022 22:27

“Lo spazio per il Terzo polo, quello che io amo chiamare il polo della serietà, della concretezza e della responsabilità esiste e cresce ogni giorno di più, perché ci sono milioni di italiani stufi della vecchia politica, dei vecchi schemi, di una politica parolaia che promette e non mantiene”. E’ Mara Carfagna, ministra per il Sud e per la coesione territoriale e capolista in Puglia in tutti i collegi plurinominali della Camera per il Terzo polo (Azione – Italia viva), a presentare, in serata a Bari, i candidati pugliesi di ‘Italia sul serio’.

Rivendica il lavoro svolto con il governo Draghi, l’impegno per il Sud, e non risparmia critiche agli avversari, a cominciare dal Movimento 5 Stelle e da Giuseppe Conte. “Non si fa cadere un governo che dà risposte, che affronta le emergenze con cui dobbiamo fare i conti, soltanto perché Giuseppe Conte non sopporta l’idea di vedere Draghi al suo posto a Palazzo Chigi. Non si manda a casa l’italiano più illustre del mondo per permettere al povero Salvini, crollato nei sondaggi, di raggiungere la Meloni”. “Dov’è il senso dello Stato in quello che è stato fatto? Di cose indegne, negli ultimi 5 anni ne abbiamo viste tante. Abbiamo visto partiti come i 5 Stelle che avevano detto che non avrebbero fatto alleanze, né a destra né a sinistra,che  pur di restare al potere hanno governato prima con la Lega poi il Partito Democratico, sempre con lo stesso premier, che prima ha firmato i decreti sicurezza di Salvini e poi è diventato il punto di riferimento dei progressisti italiani. Quel Giuseppe Conte che in queste ore ossessinato dalla competizione con Draghi parla di allarme democratico, perché dice che i provvedimenti del gopverno Draghi sarebbero calati dall’alto. Lui, il presidente dei Dpcm, atti amministrativi per definizione calati dall’alto ogni tre giorni”. “Abbiamo visto partiti come Fratelli d’Italia che dicono di avere a cuore il paese, ma nel pieno della pandemia, nel cuore della crisi Covid, anziché dare una mano al governo di salvezza nazionale sono rimasti comodamente all’opposizione per cavalcare la protesta. E poi ci sono i partiti come il Partito democratico, incapace di diventare grande, di seguire la strada del riformismo, e che riesce soltanto a inseguire prima i populisti del movimento 5 stelle e poi gli estremismi della sinistra radicale”.

“Noi – ha detto ancora Carfagna – vorremmo far capire agli italiani che il prossimo 25 settembre si troveranno davanti a un bivio, che non è tra destra e sinistra, ma tra la politica delle promesse e la rivoluzione della concretezza, della serietà e della credibilità che ha avviato Mario Draghi 18 mesi fa consentendo al nostro Paese di crescere. Quella rivoluzione che abbiamo avviato anche nelle regioni del Mezzogiorno, perché per la prima volta il Sud non è stato trattato come la causa persa, come un territorio da assistere attraverso bonus e sussidi. Il governo Draghi ha considerato il Sud il secondo motore dello sviluppo italiano, un’opportunità di crescita. E da questa logica nasce la decisione, per cui abbiamo lottato, di vincolare al Mezzogiorno il 40% delle risorse del Pnrr, oltre 80 miliardi di euro che significa servizi, diritti, infrastrutture, opportunità, fondi che servono per aprire cantieri, alcuni già aperti come quelli della Napoli-Bari”.

“Sono fiera di rivendicare il lavoro svolto con il governo di Mario Draghi a favore del Sud – ha affermato Mara Carfagna – perché so che quel lavoro se continuato può davvero migliorare la qualità della vita dei cittadini meridionali e la vitalità del tessuto economico e imprenditoriale. E allora, ogni voto dato ad Azione, ogni voto dato a Italia Viva, a Calenda, è un voto per difendere questo lavoro e scongiurare il rischio che questo lavoro venga interrotto”, ha detto ancora la ministra lanciando l’allarme su un possibile ‘stop’ al percorso avviato con il Pnrr. “Nel programma della destra si parla di rinegoziare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma questo significa bloccarlo, perché abbiamo un cronoprogramma stringente, e se non lo rispettiamo non avremo finanziamenti, e semplicemente bloccheremo i cantieri e l’opera di ricucitura tra il Nord e il Sud del Paese”. “Sono convinta – ha concluso poi la ministra – che la nostra lista sarà la vera grande sorpresa di questa campagna elettorale”.

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