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Capozzi (FIALS Foggia): “penalizzati gli Infermieri di Famiglia precari per aver lavorato con Co.Co.Co; è una ingiustizia”.

Il contratto Co.Co.Co. nega la possibilità di accedere alla possibilità di conseguire il requisito dei 18 mesi utili per la stabilizzazione Covid. E’ l’ingiustizia ‘denunciata’ dagli infermieri della Fials: “E’ l’incresciosa situazione che si sta verificando all’interno della Asl Foggia per gli infermieri di famiglia”, spiega Achille Capozzi, segretario della FIALS della provincia di Foggia.

“Come si ricorderà, nell’anno 2020, durante il culmine del primo attacco pandemico, non avendo possibilità di ricoverare tutti i casi positivi al Covid-19, si optò per curare nella propria abitazione tutti i casi paucisintomatici. La scelta, unica possibile per garantire le cure a tutta la popolazione, venne ampiamente condivisa anche dalla componente sindacale”, ricorda.

La Asl Foggia, non avendo a disposizione, all’epoca, alcuna graduatoria utile da cui attingere, decise, nella emergenza, di utilizzare la forma di contratto Co.Co.Co. per soddisfare le necessità di personale infermieristico.

“Solo in un secondo momento il contratto venne trasformato in subordinato, passando da Co.Co.Co. a tempo determinato, ma il periodo utile per il conseguimento del requisito dei 18 mesi oramai non poteva più essere raggiunto”, denuncia.

“Il contratto Co.Co.Co., a quanto pare, non viene contemplato nelle Norme relative alla stabilizzazione Covid (18 mesi), creando così, di fatto, una reale discriminazione tra il personale che ha affrontato in prima linea la pandemia”.

La problematica è stata posta all’attenzione del governatore Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, dell’assessore alla Sanità, Rocco Palese, al direttore del Dipartimento Promozione della Salute, Vito Montanaro: “Confidiamo nella già più volte dimostrata sensibilità, per poter affrontare in modo obiettivo la questione. Queste persone si sono impegnate al pari degli altri e meriterebbero anche loro di essere premiate”.

Per finire: “Chiediamo di voler inizialmente prorogare l’attuale incarico a tempo determinato, in scadenza al 31/12/2022 per poi prevedere, in qualche modo possibile, una stabilizzazione anche per loro”, concludono.

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