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Campagna antinfluenzale 'a macchia di leopardo', Fimmg: “Inefficienze del sistema non ricadano su medici di famiglia e pazienti”

Redazione 16 novembre 2022 08:25

“Problemi di distribuzione delle dosi”, con la campagna vaccinale antifluenzale partita “a macchia di leopardo” dal mese di ottobre. A mettere in evidenza la situazione è la Fimmg Bari (Federazione Medici di Medicina Generale).

“Prendiamo atto della disponibilità della direzione generale della ASL Bari al dialogo e dell’impegno a semplificare i processi di distribuzione delle dosi di vaccino, visto il cattivo funzionamento dei sistemi informatici regionali. Persistono tuttavia perplessità circa la disponibilità complessiva delle dosi a disposizione della medicina generale per far fronte alla richiesta dei cittadini per la copertura vaccinale contro l’influenza”, commenta il segretario della Fimmg Bari Nicola Calabrese dopo l’incontro avvenuto con la Direzione Generale della Asl Bari in merito alle difficoltà evidenziate da parte dei medici di famiglia. Durante l’incontro, sollecitato dalla Fimmg, la Direzione sanitaria si è impegnata a semplificare i processi nella distribuzione delle ulteriori dosi di vaccino antinfluenzale.

“A fronte di un sistema informatico inefficiente e di gravi disfunzioni organizzative nella distribuzione dei vaccini ai medici di famiglia per la campagna antinfluenzale – spiega la Fimmg – la Asl Bari aveva avanzato ai medici di famiglia la richiesta di autocertificare le dosi di vaccino somministrate. “Le inefficienze organizzative del sistema non possono ricadere sui medici di medicina generale, già oberati di lavoro e di carichi amministrativi”, continua Calabrese. 

Ai medici di famiglia – riferisce la Fimmg – è stato richiesto di somministrare e registrare su un apposito software l’80% delle dosi, prima di poter richiedere una nuova fornitura. “Il sistema informatico ha però fatto rilevare problemi di allineamento con l’anagrafe vaccinale, con inevitabili problemi nella fornitura. Per ovviare, la ASL ha chiesto ai medici di esibire il report delle vaccinazioni eseguite stampandolo da Giava, e dimostrare di aver somministrato l’80% dei vaccini”. 

“La priorità è evitare che le dosi di vaccino rimangano nei frigoriferi di ASL e distretti, mentre pazienti anziani e fragili restano in attesa – conclude Calabrese – e oberare i medici di nuove incombenze burocratiche non è la soluzione”.

 

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