Botte di governo: approvata delega fiscale, ma la Lega diserta il Cdm

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Roma, 5 ott – Più di lotta che di governo, almeno stavolta. La Lega ha disertato il Consiglio dei ministri che ha poi comunque dato il via libera alla delega per la riforma catastale. Alla riunione del Cdm i ministri leghisti non si sono proprio presentati. Tra questi Massimo Garavaglia, ministro del Turismo, che aveva già optato per abbandonare il tavolo durante la cabina di regia chiedendo ulteriore tempo per approfondimenti.

La Lega diserta il Cdm: “Non votiamo sulla fiducia”

Se la revisione del catasto, come noto, proprio non piace al partito guidato da Matteo Salvini, i leghisti pare abbiano posto pure una questione “di metodo”. Alla base della contestazione l’aver ricevuto “le carte” soltanto all’ultimo. Aspetto che stando a quanto appreso dall’Ansa secondo la Lega è poco “serio”, se non altro perché non è ammissibile votare “sulla fiducia” senza prima aver modo di leggere e analizzare i testi in questione. Nel merito invece i leghisti manifestavano diverse perplessità sulle coperture necessarie per attuare la riforma dell’Irpef.

“La sostanza del Cdm è stata la discussione e l’approvazione della delega fiscale” ha dichiarato il premier Mario Draghi in conferenza stampa. “Vorrei puntualizzare che si tratta di una legge delega, molto generale, che andrà riempita con i contenuti, i decreti delegati. Sui decreti ci saranno ulteriori momenti di confronto, la stessa legge delega sarà oggetto di confronto in Parlamento”, ha precisato Draghi rivolgendosi quindi anche alla Lega. “Questo è molto importante, perché uno può avere la sensazione che si tratti dell’ultima parola sul fisco e il governo abbia deciso. Purtroppo o per fortuna il processo non è così semplice, prenderà molti anni“, ha poi affermato il primo ministro.

Cosa prevede la delega

Stando alla bozza, si tratta di una delega composta da 10 articoli in cui si prevede la revisione del sistema fiscale italiano. Si va dalla revisione dell’Irpef e dell’Ires alla razionalizzazione dell’Iva, fino alla riduzione dell’evasione. Il documento è però ancora suscettibile di modifiche e dovrà essere approvato dal Parlamento. Dopodiché il governo avrà 18 mesi di tempo per attuare la delega fiscale vera e propria, con conseguente emanazione di decreti attuativi. Un processo lungo quindi, che verosimilmente sarà oltretutto intervallato da discussioni, polemiche e continui cambi di rotta.

“Nelle varie questioni c’è la riformulazione del catasto, non è proprio una revisione. Il governo – ha detto ancora Draghi – si impegna ad accatastare tutto quello che oggi non è accatastato, terreni e abitazioni che oggi non sono accatastati. Procederà anche a una revisione delle rendite catastali adeguandole alle rendite di mercato: ci vorranno 5 anni, l’impegno che il governo prende oggi è che nessuno pagherà di più o di meno”.

Alessandro Della Guglia

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