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Blitz Pianura, preso in albergo Lopes: irreperibile Divano jr, il padre punito in un agguato in diretta

Era ricercato da otto giorni, dal blitz del 14 luglio che ha visto i poliziotti quasi azzerare i due clan in lotta tra loro a Pianura, periferia occidentale di Napoli, con 34 arresti (4 ancora irreperibili). Antony Manuel Lopes, originario del quartiere Secondigliano e soprannominato ‘o niro, si era rifugiato in un albergo di Casavatore, a nord del capoluogo partenopeo. E’ stato arrestato nella mattinata di venerdì 22 luglio dagli agenti della Squadra Mobile che hanno seguito senza sosta i movimenti di chi in questi giorni ha provato ad aiutarlo.

Così come riporta il quotidiano Il Roma, Lopes all’arrivo dei poliziotti ha capito di essere ormai spacciato e non ha opposto resistenza. Arrestato e trasferito nel carcere di Secondigliano, il 22enne verrà sottoposto all’interrogatorio di garanzia nei prossimi giorni. E’ ritenuto uno degli esponenti emergenti del clan Esposito-Marsicano-Calone che negli ultimi due anni e mezzo ha terrorizzato le strade di Pianura con agguati, pestaggi e stese intimidatorie. Una vera e propria caccia al rivale del gruppo Carillo-Perfetto (anche il reggente Antonio Carillo è irreperibile).

Lopes, che con Emanuele Marsicano, Paolo Ciotola e altri faceva parte del gruppo di fuoco del gruppo malavitoso, è accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso, spaccio e traffico droga e armi. Il 22enne era stato scarcerato pochi giorni prima del blitz e da quel giorno non era mai tornato a Pianura. Era stato arrestato nei mesi scorsi per il tentato omicidio di Michele Ortone, avvenuto circa un anno fa, ma è stato assolto nel processo e quindi scarcerato.

Oltre a Carillo, l’altro irreperibile è Cesare Divano, 31 anni, ritenuto dagli investigatori a capo di una piazza di spaccio che mensilmente pagava una quota agli Esposito-Marsicano. Quest’ultimi, a causa di alcuni ritardi nei pagamenti, ferirono a colpi d’arma da fuoco il padre, Francesco Divano. Un punizione intercettata in diretta dagli agenti della Squadra Mobile: a premere il grilletto il 24 luglio 2021 Emanuele Marsicano che dopo aver convocato Divano presso il “bunker” (che si trova nelle vicinanze dell’abitazione in via Gentilschi) del reggente e suocero Carlo Esposito, ferì il 56 anni all’addome. Fu poi Carlo Esposito ad accompagnarlo e scaricarlo in ospedale dove dopo circa tre settimane in terapia intensiva venne poi dichiarato fuori pericolo. Il nome del terzo irreperibile non è ancora noto.

Intanto ottiene gli arresti domiciliari Emiddio Di Matteo, il gioielliere accusato di aver riciclato soldi, circa 30mila euro, per il gruppo Esposito-Marsicano-Calone. Così come riferisce Il Roma, il giudice per le indagini preliminari ha però accolto l’istanza del difensore, l’avvocato Mauro Zollo.

 

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