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Ancora finti video del profugo ucraino che fa il saluto romano

Ancora finti video del profugo ucraino che fa il saluto romano: proseguono le segnalazioni alla “fonti russe” di presunti profughi ucraini. Convenientemente intenti in azioni evidentemente naziste e/o criminali.

Ovviamente, un altro video basato su una fake news.

Curiosamente aderenti alla propaganda filorussa che vede l’Ucraino come un “nazista” per natura da denazificare con forza.

Una narrazione abbracciata da account filocremlino basata su testimonianze rivelatasi una dopo l’altra bufale. Un “profugo ucraino” ritratto su un account connesso a Roscosmos mentre “spiegava agli Italiani di essere il padrone” che non era un profugo ucraino.

Ancora finti video del profugo ucraino che fa il saluto romano
Ancora finti video del profugo ucraino che fa il saluto romano

Ma anche video di persone tatuate spacciate per “Ucraini con tatuaggi nazisti“, improbabili storielle con Russi buoni e gentili che ostentano la loro bontà percuotendo selvaggiamente Ucraini cattivi e bulli tra gli applausi della plebaglia.

Seguiti da improbabili Ucraini che ardono case per cercare di bruciare la bandiera Russa, negozi che vietano l’ingresso agli Ucraini in quanto violenti e nazisti per natura. Ma anche improbabili accuse, smentite dallo stesso Memoriale di Auschwitz, relative a Ucraini immaginari intenti a incollare manifesti contro i Russi, curiosamente esistenti solo sotto forma di foto ritoccate al computer.

Lo sport nazionale delle “fonti russe”, sostanzialmente consiste nel cercare la foto del ceffo più cattivo, villano e tatuato possibile e cercare di spacciarlo per un “nazista Ucraino”.

Possibilmente imbastendo una storiella brutale in cui un “Eroico Russo denazificatore” percuote con belluina brutalità il ceffo tra gli applausi dei “bravi cittadini del mondo”, eccitati da uno spettacolo violento che diventa catartica rappresentazione bellica.

Ancora finti video del profugo ucraino che fa il saluto romano

In questo caso il video di turno mostra un “presunto profugo ucraino che fa il saluto romano” su un treno.

Profugo che profugo non è, e di cui censureremo l’immagine per motivi ovvi nel prosieguo della storia.

La narrazione “alternativa”, in barba ai principi più elementari del giornalismo, non può dichiarare che l’autore non ha la più pallida idea del dove, del quando e del perché, e solo delle idee alquanto particolari del cosa.

Apostrofando ripetutamente il protagonista come un “Nazi Boy” ucraino e insinuando che gli Ucraini siano soliti prodursi in saluti nazisti nelle loro dimore, dichiara che i “profughi ucraini dovrebbero stare attenti a quello che dicono” e descrive un presunto passeggero corpulento pronto a castigare fisicamente il nemico.

Come ci ricordano i colleghi di Facta, ovviamente essendo il video originale del 2017 non può ritrarre un profugo ucraino.

In un colossale autogol il video originale ritrae un russo di nome Vitaly Kavunov al quale era stato impedito di fumare sul volo Mosca-Barcellona.

Il giovane economista russo, alticcio e decisamente furioso, si era quindi lanciato in rudi invettive contro il personale di volo e gli altri passeri (ovviamente russo) venendo percosso dal musicista Kirill Korolev.

La notizia ebbe in madepatria una forte risonanza, con l’opinione pubblica russa pronta a elogiare la ritorsione violenta di Kirill contro le frasi “russofobe” di Kavunov (tecnicamente russo anche lui).

Kavunov fu quindi costretto a scusarsi pubblicamente sui social, ribadendo il suo amore e la fedeltà per il popolo Russo e che l’oggetto delle invettive erano solo le persone sull’aereo. Scusandosi comunque del suo gesto.

Siamo quindi ad una rissa tra due russi elevata dalle “fonti russe” a scontro tra un Ucraino e un Russo.

Come se la violenza fosse condonabile a seconda dell’occasione.

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