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Altri 60 esuberi per la Marelli. Cgil: “non c’è da festeggiare”

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Dopo 21 complessive uscite, altri 60 esuberi per lo stabilimento della Magneti Marelli di Sulmona. A scattare la fotografia è la Fiom CGIL della provincia dell’Aquila a seguito dell’incontro con l’azienda. Il dato sui volumi evidenzia un progressivo calo sia sull’auto che sul Ducato a partire dal 2019, con un drastico crollo nel primo semestre del 2022, il quale, stando alle previsioni, sarà solo parzialmente recuperato nel corso del secondo semestre 2022, ma comunque confermando l’andamento negativo rispetto agli anni precedenti. La fotografia attuale restituisce uno stabilimento che, dopo 21 uscite complessive (14 con incentivo e 7 con contratto di espansione), prevede ancora circa 60 esuberi. “Se da un lato la commessa per Gliwice (Polonia) viene descritta come una opportunità, dall’altro va osservato innanzitutto che non è aggiuntiva, ma va a compensare una flessione della commessa Sevel, e che, se paragonata a questa, non i montaggi e dunque è certamente meno redditizia, e di fatto va a creare i presupposti per altra perdita di manodopera”- osserva la Fiom facendo pure notare che e’ufficiale che uno dei due forni sarà spento a causa di un cambio tecnologico da parte del cliente, che non monterà più ADI ma solo montanti sferoidali, e sebbene questo, a detta dell’azienda, non comporterà impatti occupazionali, “assistiamo comunque a una lavorazione persa”. In considerazione anche della situazione internazionale, l’azienda ha dichiarato la necessità di dover proseguire ancora a lungo con gli ammortizzatori sociali, che saranno presto oggetto di confronto con la parte sindacale.

“Su questo punto come FIOM abbiamo già preso posizione nelle scorse settimane dichiarando l’incoerenza di far convivere cassa integrazione e lavoratori a 18 e 20 turni, che per via di questo meccanismo legato ad una negligenza gestionale e all’incuria degli impianti, stanno stanno subendo continue perdite sul proprio salario”- proseguono dalla Fiom che conclude: “stante questa situazione ci chiediamo quale organico e quali volumi ha in mente l’azienda quando parla di centralità dello stabilimento di Sulmona. Al contrario di altri, visto il quadro complessivo, riteniamo che ci sia ben poco da festeggiare.

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