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Accoglienza, vittime e criminalità: ecco i numeri che Macron non dice | CulturaIdentità

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Crisi diplomatica con la Francia sui migranti? Dopo le reazioni scomposte all’indirizzo dell’Italia per la vicenda Ocean Viking facciamo il unto della situazione (Redazione)

La reazione francese riaccende i riflettori sul tema migranti. Ma i dati e la natura del fenomeno dicono cose diverse. Era il dicembre del 2000 quando a Catania si siglarono i 2 protocolli aggiuntivi alla Convenzione di Palermo sulla criminalità transazionale, sui fenomeni dello smugglig, ossia il contrabbando di esseri umani, e sul trafficking ossia lo sfruttamento per fini sessuali e lavorativi.

Due facce della stessa medaglia. Proprio così. Perché si tratta di una vera e propria filiera criminale, con differenti segmenti di specializzazione che vede agli estremi il cosiddetto ingaggio operato dalle mafie dei paesi di provenienza e lo sfruttamento finale nei Paesi di destinazione. Al centro, lungo le rotte, altre organizzazioni lucrano su trasferimenti nelle diverse tratte e sulla logistica.

E le numerose indagini, dimostrarono che l’ingaggio dei migranti avveniva in prevalenza con un mix di inganno e debito.

In altri termini, facendo leva sull’ignoranza e sui messaggi illusori di una paradisiaca accoglienza e di un lavoro onesto una volta a destinazione, le vittime della tratta contraggono debiti con l’organizzazione criminale di partenza con l’impegno a restituire con moltiplicatori spesso da capogiro, le somme anticipate a chi si occuperà del trasferimento e delle temporanee sistemazioni logistiche nei Paesi di transito.

Il risultato finale è fin troppo intuibile. Una vera e propria forma di moderna schiavitù da parte delle organizzazioni criminali nei paesi di destinazione finale, comprese le nostre mafie, dai diversi volti: prostituzione, spaccio di droga, lavoro nero, accattonaggio. Sino a quando il debito non viene saldato.

Sarebbe noioso citare le tante indagini che hanno fatto luce su tali meccanismi. Ma d’altronde non è difficile considerare quanto valgano 3000 euro in un paese subsahariano, ove si va da uno stipendio medio annuo di 270 dollari usa per il Congo a 23 dollari annui per la Tunisia.

Ma i numeri sono ben più allarmanti. Basterà qui riportare, a titolo esemplificativo, quanto riferito da Save the Children nel suo report annuale: “le ragazze e le donne che partono dalla Nigeria, prima di arrivare in Italia, devono attraversare la Libia dove subiscono abusi e violenze. Successivamente, se riescono a fuggire, attraverseranno il Mediterraneo per giungere in Italia. Qui le difficoltà non finiscono: devono restituire alla maman, la figura femminile che gestisce il loro sfruttamento, un debito di viaggio che raggiunge i 30.000€ e sono costrette a “lavorare” fino a 12 ore a notte, per 10-20€ a prestazione“.

Ma illuminanti sono anche i dati sui flussi illegali: secondo i dati di UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) e IOM (Organizzazione Mondiale per le migrazioni), tra il 2018 ed il 2021, su 39000 migranti riallocabili, giunti in Italia, solo il 23% sono stati trasferiti nei diversi Paesi Europei, mentre il 77% è rimasto in Italia. (fig. 1)

Secondo i dati del Viminale invece, tra ottobre 2019 e maggio 2021 solo 960 migranti sono stati riallocati, ossia il 2% rispetto agli sbarcati sulle nostre coste. Sempre secondo le stesse fonti tra il 2018 ed il 2021 sono stati 114.445 i migranti giunti in Italia via mare, di cui circa l’80% uomini. Mentre tra gennaio e fine ottobre 2022 il dato si impenna con 90.297sbarchi. (fonte: Viminale)

E’ stata una crescita continua che appare chiara dal grafico ricavato dai dati del Ministero dell’Interno. (fig.2)

E vogliamo parlare di morti e dispersi? Sempre secondo di dati di IOM e UNHCR, sono già 1.400 i morti e dispersi nel mediterraneo tra gennaio e settembre 2022. Ma tra il 2018 ed il 2021 le vittime sono state ben 4677. Anche su questo drammatico dato i numeri sono quelli di una costante crescita (fig. 3)

Migranti chiedenti asilo o migranti economici? Secondo i dati del Viminale, le prime due nazionalità di dichiarata o accertata provenienza dei migranti che nel 2022 hanno attraversato il Mediterraneo sono Egitto (18.813) e Tunisia (17.228). E’ evidente che si tratta di migranti economici che non fuggono dalle guerre e che oramai hanno affidato alle reti criminali la scorciatoia per l’ingresso in Europa. (fig. 3)

In sintesi, se i dati non sono un’opinione, credo non vi siano dubbi su una tragica correlazione: più accoglienza, (accoglienza?), più partenze, più vittime, più miliardi al crimine organizzato, riciclato in altri traffici illeciti, primo tra tutti il traffico di stupefacenti, più stranieri nelle nostre carceri o ad ingrossare le fila della criminalità o schiavi delle reti criminali. Dove? E’ evidente.

Nel nostro Paese, visti anche i dati sui ricollocamenti che rendono ancora più incomprensibile il putiferio scatenato dal Governo di Macron con la vicenda della Ocean Viking. Una deviazione di soli 230 migranti verso il porto francese di Tolone. Ancor più incomprensibile, per utilizzare un eufemismo, per un Paese, la Francia che nel solo 2019 ha respinto in Italia ben 8.200 migranti che cercavano di scavalcare il confine, tentando di raggiungere propri familiari nel Paese di Oltralpe e 80 solo negli ultimi 4 giorni. Ma ovviamente gli stessi giornali che con i governi di centro sinistra o pentastellati non risparmiavano critiche ai cugini francesi, oggi tacciono o, peggio fanno da cassa di risonanza alle incoerenti rimostranze di Macron e dei suoi Ministri.

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