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A 98 anni dichiarato il fallimento de l’Unità, come faceva ad esistere senza una sinistra?

Il giudice ha dichiarato il fallimento dell’Unità. Aveva 98 anni. Era sopravvissuta al fascismo, all’imprigionamento dei suoi giornalisti e dirigenti, alla guerra fredda e alla fine del comunismo. Era stata fondata da uno dei maggiori intellettuali italiani del novecento, Antonio Gramsci. Aveva avuto grandi direttori, Come Ingrao, Alicata, Pajetta, Reichlin, Chiaromonte e Macaluso, tutti rami di quell’albero formidabile che fu il Pci. Ha formato e lanciato giornalisti tra i più celebri in Italia. E poi ha avuto collaboratori fantastici, come Calvino, Moravia, Natalia Ginzburg, Sibilla Aleramo, Caffé, Balducci. Ha resistito, impavida, a tutte le intemperie, ed è stata un faro nell’informazione italiana per quasi un secolo intero.

Alla fine è caduta: perché? Penso che sia caduta perché è scomparsa la sinistra, le sue idee, la sua forza, la sua liberalità, la sua tradizione. Il Pd non è stato mai in grado, da solo, di riprendere in mano quel gigantesco filone culturale della sinistra italiana. Ha finito persino per accodarsi, recentemente, al movimento qualunquista dei 5 Stelle. Come fa l’Unità ad esistere senza la sinistra? Soffoca. È successo così. E poi – come oggi denunciano il Cdr e il sindacato dei giornalisti – la sua agonia è stata protratta ogni oltre limite, a danno dei lavoratori. Questo è un requiem? Speriamo di no.

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